Soldi ai rom, i Comuni in rivolta. Ma Rossi: "Sono cittadini italiani"

Non si placa la polemica all'indomani della firma a Firenze, del protocollo di intesa per il superamento dei campi rom della Toscana. La previsone di spesa di 2 milioni a favore dell'integrazione dei rom infiamma il dibattito politico nel centro destra

Soldi ai rom, i Comuni in rivolta. Ma Rossi: "Sono cittadini italiani"

"Ringrazio i sindaci che hanno firmato ieri il protocollo per il superamento dei campi rom. Hanno aderito i Comuni di Lucca, Sesto Fiorentino, Prato e Carrara in prima linea con la Regione per eliminare i campi nomadi e per l'integrazione scolastica dei bambini"- queste le dichiarazioni del governatore toscano Enrico Rossi all'indomani della firma sul protocollo di intesa per favorire l'integrazione della popolazione rom ed il superamento dei campi.

Il governatore però non resta impassibile alle critiche ricevute nella giornata di ieri da parte degli esponenti del centro destra toscano e rilancia: "Resto stupito delle dichiarazioni degli amministratori di Pistoia e di Pisa che inseguendo la Lega fanno loro il solito ritornello ideologico "prima gli italiani", dimenticando che gran parte dei rom sono cittadini italiani a tutti gli effetti" - dice Rossi, invitando oltretutto i due sindaci - "a partecipare comunque ai bandi che stanno per essere emessi e ad usufruire delle risorse regionali che abbiamo messo a disposizione"

L'affondo di Rossi non termina qui ma prosegue - "Ritengo, infatti, che oltre la polemica politica e i pregiudizi dovrà prevalere il buon senso e che i sindaci di quelle città al pari delle altre della Toscana siano interessati a eliminare con strumenti umani e razionali la vergogna del degrado dei campi dal loro territorio" - un chiaro riferimento ai vari interventi di chiusura di insediamenti rom messi in campo dal comune di Cascina e, stante la componente politica, presto esportati nel vicino comune di Pisa.

Susanna Ceccardi, contattata telefonicamente dalla redazione de ilGiornale.it, replica senza mezzi termini al governatore toscano: "Noi non aderiamo al protocollo di Rossi sui rom, perché non ne condividiamo l'impostazione ideologica" - dice il Sindaco leghista - "Per Rossi e compagni prevale sempre la logica dell'assistenzialismo, mentre per noi amministratori leghisti prevale il rispetto delle regole"

Del resto però è vero che molti rom siano in realtà cittadini toscani. Non trova?

"Se è vero che i rom sono uguali agli altri, devono rispettare le stesse regole e gli stessi doveri di tutti gli italiani. Non possono vivere abusivamente nei campi, e là dove esistono campi abusivi questi devono essere sgomberati come abbiamo fatto a Cascina"

Cosa avviene però a seguito degli sgomberi?

"Molti rom che abitano nei campi hanno un reddito che gli permette di pagarsi un affitto o addirittura comprare casa. Facciano come tutti gli altri italiani, che non ricevono aiuti particolari da Rossi e la giunta Pd"

Il caso politico non sembra certo fermarsi qua anche perché, fra poco più di un anno, la regione Toscana sarà chiamata nuovamente alle urne e la sfida fra centrodestra e sinistra sembra entrare nel vivo ogni giorno di più.

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