Un ex di Lotta Continua al Torino Film Festival: è polemica

Stefano “Steve” Della Casa nominato direttore artistico del Torino Film Festival. Il flash mob di protesta

Un ex di Lotta Continua al Torino Film Festival: è polemica

Un ex esponente di Lotta Continua, Stefano “Steve” Della Casa, è il nuovo direttore artistico del Torino Film Festival. Negli anni della Contestazione venne coinvolto nelle indagini su un attentato in cui nel 1977 perde la vita uno studente, Roberto Crescenzio.

Della Casa, oggi saggista, conduttore e autore radio-televisivo, nel 1980 trascorre un anno in carcerazione preventiva e, poi, viene condannato per concorso morale in omicidio colposo aggravato a due anni con la condizionale. Si è sempre proclamato innocente facendo abiura di violenza, ma solo nel 2006 ottiene la riabilitazione. Contro la sua nomina a direttore artistico del Torino Film Festival si sono mobilitati i militanti di Gioventù Nazionale Torino, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, che questa sera hanno effettuato un flash mob sotto la sede del Museo del Cinema alla Mole Antonelliana. Muniti di cartelli raffiguranti delle molotov, i giovani meloniani hanno protestato con in mano la foto della vittima Roberto Crescenzio e intonando slogan del tipo "La tragedia dell'Angelo Azzurro brucia ancora" .

"Riteniamo inaccettabile che un individuo dal passato così inquietante vada ad occupare una carica che rappresenta molto per Torino e per la cultura in generale", hanno dichiarato i giovani meloniani. "Pensiamo che 'Steve' non possa essere un punto di riferimento per i giovani torinesi come noi che vogliono avvicinarsi al mondo del cinema e della cultura in generale. Dalle istituzioni della cultura, cittadine e regionali - si legge nel comunicato che hanno diramato -vogliamo una marcia indietro repentina per salvare la faccia davanti ad una vergogna che altrimenti rischia di macchiare il TFF. In quest’edizione del Torino Film Festival andrà dunque in scena Profondo Rosso, ma purtroppo non si tratta del film".

Dietro Della Casa, secondo gli esponenti di Gioventù Nazionale Torino, aleggia "un’ombra sulla quale non riteniamo giusto soprassedere, dal momento che venne coinvolto e condannato nei fatti riguardanti l’assalto al bar 'Angelo Azzurro', avvenuto l’1 Ottobre 1977, durante il quale venne dato fuoco al locale tramite il lancio di bombe Molotov effettuato dai manifestanti di Lotta Continua nella convinzione, di colpire un bar frequentato "da gente di destra".

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