Fi sul caso Azione: "Braccia aperte a chi condivide i nostri valori"

L'azzurro Nevi dopo le aperture di Calenda ai moderati del centrodestra. Ma il leader nega il "flirt"

Fi sul caso Azione: "Braccia aperte a chi condivide i nostri valori"
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Cade nel vuoto l'appello di Calenda per le forze moderate a costituirsi come terzo attore della scena politica. Il leader di Azione aveva mostrato concrete aperture alla Meloni e al centrodestra su riarmo e riforma della giustizia. Eppure il suo appello non ha trovato esiti positivi. Anche se le sue parole non sono passate inascoltate. Carlo Calenda «ha ribadito che vuole mantenere la sua posizione terza rispetto ai due poli, il suo appello mi pare caduto nel vuoto», commenta il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi. «Noi stiamo bene nel centrodestra - aggiunge il parlamentare azzurro -, siamo i fondatori del centrodestra, poi siamo assolutamente sempre pronti ad allargare la coalizione a chi condivide i nostri valori, i nostri principi, i nostri programmi, le nostre idee». «Su alcune questioni, penso alla giustizia, con Calenda, ma anche con Italia viva ci sono stati punti di incontro - commenta Nevi -. Mi pare che Calenda stia facendo un'operazione positiva nel rimarcare che questa sinistra non può avere un futuro, perché propina delle ricette che sono l'esatto contrario di quello che serve all'Italia. Se deciderà di venire nel centrodestra sarà una sua libera scelta». Anche questo appello, per il momento, non trova un esito positivo. Lo stesso Calenda nega ogni «flirt» con la Meloni, che pure ha invitato la settimana scorsa al congresso di Azione. Restano comunque zone di affinità a partire proprio dal riarmo europeo che è stato al centro dell'intervento della premier durante l'assise di Azione e che Calenda ha ripreso più volte.

E sempre sulla stessa lunghezza d'onda si ritrovano, la premier e il leader di Azione, sul giudizio - impietoso - nei confronti di Conte e del Movimento che guida. Agli annali resterà proprio un passaggio del discorso di Calenda che cita Pd, riarmo, campo largo e grillismo: «Chiunque sostenga che esiste la pace senza la forza o è un ignorante che non conosce la storia o è un pusillanime che vuole lucrare sul voto delle persone. Perché non stiamo nel campo largo? Perché l'unico modo per avere a che fare che con il M5s è cancellarlo». Intolleranza ideologica che non apparterrebbe a chi si professa liberale e che - soprattutto - è solito praticare il dialogo e il confronto pure con gli avversari.

Il pragmatismo calendiano fa scuola. La deputata Elena Bonetti, per esempio, spiega il suo voto di astensione al Def dicendo che il testo è stato migliorato accogliendo, il governo, i suggerimenti proposti da Azione.

«Non potevo votare a favore - aggiunge - perché c'erano ancora delle criticità». E la stessa Bonetti, poi, sulle possibili alleanze territoriali col centrodestra aggiunge: «Sono possibili in virtù di progetti specifici».

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