"Inflazione e alloggi disabitati. Il caro-affitti non è per AirBnb"

L'esperto: "Le locazioni brevi sono il 5% degli immobili disponibili". E a Milano 11mila case popolari vuote.

"Inflazione e alloggi disabitati. Il caro-affitti non è per AirBnb"
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«Basta demonizzare le locazioni turistiche brevi, sulla base di tesi che rasentano la propaganda». Le società di settore si ribellano a quelle che chiamano «bufale» sul caro affitti e sulla mancanza di alloggi, parlano di un vero «attacco alla proprietà privata» e allo sviluppo di un comparto col suo indotto economico. «È una narrativa che non trova riscontro nella realtà», spiega Alvise Vigilante amministratore delegato di Etesian, agenzia di Firenze. È una «banalità dire che non ci sono alloggi per colpa delle locazioni brevi turistiche, solo a Milano ci sono 11mila case popolari vuote, immobili che vanno sistemati e che richiedono investimenti da parte di Comuni, Regioni e Stato centrale. È un problema gigantesco, ma la mancanza di un'azione statale e di politiche abitative adeguate non può ricadere sulla proprietà privata e sui professionisti del settore».

Un fact checking (redatto da Host + host e condiviso da Pro loca tour, BreVe, Associazione Bed and breakfast del veneto, Federazione associazioni ricettività extra alberghiera e Property managers Italia) prova a rispondere con i dati alla protesta delle tende degli studenti. Le locazioni brevi sono stimabili in circa 60mila appartamenti su 500mila che «non sono utilizzati da residenti» sul territorio nazionale, cioè «rappresentano una minima parte, intorno al 5% degli immobili disponibili». L'aumento dei prezzi degli affitti è esploso a seguito dell'inflazione: «Confrontando l'andamento dell'inflazione con quello dei prezzi delle camere, singole e doppie, nel periodo 2019-2022 (isolando il fenomeno Covid), i dati sono evidenti - si legge nel report - Con la sola eccezione di Venezia e Padova per le camere singole, e in tutte le città per le camere doppie, l'aumento dei prezzi delle camere per studenti è stato principalmente trainato dal tasso di inflazione medio».

Il report smonta anche la tesi secondo cui la locazione turistica sia la ragione per cui i proprietari non affittano a lungo termine: «I contratti a medio-lungo termine non sono attrattivi». Gli iter giudiziari degli sfratti per morosità pesano molto nelle scelte dei proprietari su come utilizzare dei propri immobili. «Secondo uno studio del 2021 di Emg Different, la somma dei canoni non riscossi per morosità ammonta annualmente a 1,3 miliardi di euro. Secondo i dati del ministero dell'Interno sono necessari tra 12 a oltre 18 mesi per rientrare in possesso della propria abitazione». E l'Italia «è il Paese al mondo con la più alta percentuale di proprietari sul numero abitanti - spiega Vigilante - Anziché puntare il dito sugli affitti brevi, lo Stato dovrebbe incentivare l'affitto tradizionale anche riformando il sistema degli sfratti. Le difficoltà che ci sono nel tornare in possesso della propria abitazione scoraggiano i proprietari. E poi l'affitto turistico offre rendite maggiori. Non per questo però va demonizzato, anche perché crea un indotto di miliardi di euro, dà lavoro a migliaia di persone». Falso, sostiene il fact checking, che per colpa delle locazioni brevi siano esplosi i prezzi degli affitti nelle città turistiche. «Anzi, in due città, Napoli e Venezia, è accaduto addirittura il contrario. A Bologna sono aumentati molto di più della media, ma a Roma, Torino e Napoli gli affitti sono nettamente più bassi del dato medio nazionale».

Quanto alla mancanza di abitazioni residenziali sul mercato, cioè la mancanza di offerta, va detto che «le case vuote in Italia sono quasi 10 milioni, spesso ereditate dalle famiglie. Si dovrebbe puntare su incentivi ai proprietari, piuttosto che ostacolare un'economia crescente». E poi c'è il buco nero delle case popolari. Lo Stato «non fornisce adeguati fondi alle emergenze abitative», e la spesa pubblica nell'housing in Italia «è drasticamente minore, in rapporto al Pil, di quella degli altri Paesi Ue»: cioè appena lo 0,04%, quando la Francia arriva a 24 volte di più, allo 0,88, e la Germania allo 0,33. Basti pensare che a Milano ci sono 14mila locazioni brevi, ma anche 11.435 alloggi popolari vuoti.

A Roma sono 17mila gli appartamenti in affitto breve, e 8mila le case popolari non assegnate. Tutto questo, secondo Federcasa, a fronte di 320mila richieste inevase di casa popolare, e una platea di aventi diritto di 1,8 milioni di persone.

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