Lavoro, in due anni un milione di posti

È l'aumento dall'avvio del governo Meloni. La disoccupazione ai minimi dal 2007

Lavoro, in due anni un milione di posti
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Il governo ieri ha ottenuto due ottimi risultati sul piano politico. Da una parte, l'Istat ha certificato l'ottima intonazione del mercato del lavoro che ha visto il tasso di disoccupazione a febbraio scendere al 5,9%, il valore più basso dal lontano aprile 2007 (quando si attestava al 5,8%), tornando così ai livelli precedenti la doppia crisi del debito. Tasso di occupazione al top al 63% con nuovo record di quella femminile (54,2%). Ma, soprattutto, come segnalano fonti di Fdi, da quando è in carica il governo Meloni (ottobre 2022) gli occupati sono cresciuti di oltre un milione di unità (precisamente 1,095 milioni) e i contratti di lavoro a tempo indeterminato sono cresciuti di oltre 1,2 milioni di unità. «Oltre un milione di occupati in più, frutto del lavoro di tanti, in primis delle imprese», ha commentato la premier Giorgia Meloni. «Come Governo abbiamo cercato di fare la nostra parte, è la nostra idea di Italia che prende forma, passo dopo passo», ha aggiunto. «Non ci fermeremo, perché il lavoro è la prima risposta a chi vuole una Nazione più forte e un futuro più prospero», ha detto Meloni. «È la prova che, se gli italiani vengono messi in condizione di alzarsi dal divano (vedere alla voce reddito di cittadinanza), il lavoro lo cercano e lo trovano», commentano da Fdi. «Un trend che premia le nostre politiche: cresce l'occupazione e scende la disoccupazione, nonostante un momento di grande incertezza a livello internazionale», ha evidenziato il ministro del Lavoro Calderone.

Un'altra vittoria politica è stata conseguita in commissione Bilancio alla Camera dove la maggioranza (a prima firma della Fdi Ylenja Lucaselli) ha presentato una propria risoluzione sulla struttura del nuovo Def (che dovrebbe chiamarsi Dfp, Documento di finanza pubblica) e l'ha approvata con l'astensione di Azione e il no di tutte le opposizioni unite. L'argomento del contendere era legato alla struttura del testo. Come recita la risoluzione, «alla luce delle nuove regole Ue e nell'attesa della riforma della legge di contabilità» saranno rese note le informazioni sui progressi compiuti sul Psb, «le previsioni tendenziali a legislazione vigente, riferite all'orizzonte 2025-2027» e quelle «relative all'anno 2028, che saranno aggiornate nel successivo documento autunnale». Poiché l'Ue ha cambiato il Patto di Stabilità, anche le leggi di Bilancio sono tenute a cambiare, tanto più considerato che le linee guida sono quelle del Psb approvato da Bruxelles. La polemica delle opposizioni è tutta innestata sulla vecchia formulazione del Def che anticipava l'orizzonte triennale della manovra d'autunno fornendo qualche informazione anche sul quadro programmatico e non solo su quello tendenziale a legislazione vigente che sarà il piatto forte del nuovo Dfp. In questo modo, si sperava di mettere in imbarazzo il governo sulle spese militari per ReArm Europe. Il partito di Calenda, svincolandosi, si è sottratto a queste strumentalizzazioni confermando la linea dialogante. Ma oggi si replica al Senato dove le opposizioni (Pd, M5s, Avs e Iv) presenteranno una mozione identica, chiedendone la discussione in Aula. Anche qui Calenda, che non ha un gruppo, è fuori dal gregge.

Tornando ai dati Istat, occorre evidenziare che a febbraio si è registrata una diminuzione di 79mila disoccupati su base mensile e di 342mila rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Un segnale particolarmente positivo arriva dal tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), che scende al 16,9% (-1,4 punti), il livello più basso dall'inizio delle serie storiche dell'Istat nel 2004.

Il numero totale degli occupati ha raggiunto il nuovo record di 24 milioni 332mila persone, con un aumento di 567mila unità rispetto a un anno fa e 199mila in più rispetto al trimestre precedente. L'unico segnale meno incoraggiante giunge dagli inattivi, cresciuti di 33mila unità. Un motivo per continuare la battaglia, soprattutto sul versante della formazione.

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