Mattarella inquieto: "Serve serietà"

Lo scontro aperto nella maggioranza preoccupa il Quirinale

Mattarella  inquieto: "Serve serietà"

Roma. «Sacrifici». Non è certo una bella parola ma, secondo Sergio Mattarella, è quello che serve «per riuscire a difendere al meglio la comunità»: d'accordo, adesso arriva Natale, però non siamo ancora fuori dalla seconda ondata e nessuno vuole che la terza ci sommerga. Poi «unità», perché se la maggioranza non si siede attorno a un tavolo e non trova un'intesa di fondo, un'idea comune sul futuro del Paese, non durerà a lungo. E infine «serietà», che significa finiamola con le perdite di tempo e con le cabine di regia di dubbia costituzionalità. Giuseppe Conte da Bruxelles apre al «confronto» con gli alleati e al dialogo con le opposizioni? Accetta di ridurre i superpoteri della task force? Bene, commentano dal Colle, forse sta finalmente cominciando a capire che, se vuole restare a Palazzo Chigi, deve condividere le decisioni e ascoltare i consigli. Ma non è sufficiente, per evitare una crisi di governo a gennaio dopo la Finanziaria non bastano vaghe promesse, serve di più.

Dal Quirinale, dalla cerimonia in videoconferenza per il premio dei premi» all'innovazione, il capo dello Stato indica la strada, stretta, un viottolo, per uscire dal pantano. «Oggi la nostra responsabilità è duplice. Proteggere le persone e preparare una nuova stagione di sviluppo. Non possiamo arrenderci ai danni che la pandemia può arrecare alla nostra struttura sociale e che si aggiungono a quelli di periodi non felici che hanno visto il prevalere delle logiche finanziarie sull'economia reale». Se il debito ci schiaccia da decenni per colpa di politiche sciagurate, «oggi Next generation e Recovery fund ci offrono grandi opportunità che non possiamo disperdere».

Insomma, l'Italia si deve attrezzare: «Dobbiamo guardare al dopo, cominciare a costruirlo». Peccato però che siamo in vistoso ritardo e rischiamo di sprecare i 209 miliardi che ci spettano. A che punto è il piano di sviluppo da presentare alla Ue? Per mesi siamo affogati in commissari, esperti, comitati, ora ci si attarda a litigare sul tipo di cabina di regia, intanto il programma di ricostruzione aspetta. Occorre «serietà», insiste Mattarella, per raggiungere l'obbiettivo: «Sospingere con conoscenze, sinergie e strumenti inediti una nuova progettazione e la ripartenza della vita della società, con tecnologie sempre più capaci e intelligenti in grado di ridisegnare infrastrutture, produzioni, mercati, oltre ovviamente ai modi e ai tempi del lavoro umano». Siamo a un «crocevia»: il dopo virus può essere «un ponte verso una società giusta e inclusiva» oppure «restituirci una comunità con disparità squilibri irrisolti». Dipenderà «da come investiremo».

E in questo momento, di fronte «all'ora del coraggio», le liti interne e la polemica continua maggioranza-opposizione sembrano quasi surreali, fuori dal mondo. «Con il Covid sono cambiate le priorità, per le famiglie, per le imprese, per gli Stati». La politica non se n'è accorta e adesso il Colle si prepara a gestire la fase di turbolenza massima del governo.

Crisi, rimpasto, elezioni anticipate, governo di unità nazionale, Conte 3: lo scenario è aperto e cambia come il cubo di Rubik. «La lotta al virus - conclude il presidente - richiederà ancora serietà, sacrifici e unità. Grazie alle nostre risorse morali possiamo guardare al dopo». Ma più che una previsione sembra un rito scaramantico.

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