Medici civili da Navalny "Se non mangia muore". E lui elettrizza la piazza

Quasi 2mila arresti tra i fan del blogger. Che dice: "Orgoglioso di voi, salviamo la Russia"

Medici civili da Navalny "Se non mangia muore". E lui elettrizza la piazza

Alla fine il Cremlino che mercoledì ha fatto arrestare oltre 1900 persone in diverse città della Russia per il solo fatto che manifestavano in favore dell'opposizione, oltre alle 400 fermate in anticipo perché intendevano farlo - ha ceduto alle pressioni internazionali su almeno un punto: martedì scorso (ma lo si è saputo soltanto ieri) Aleksei Navalny è stato condotto presso l'ospedale civile della città di Vladimir la più prossima al penitenziario di Pokrov in cui è detenuto da quasi tre mesi dove gli sono state fatte delle analisi e «a avuto accesso a qualcosa di simile a una valutazione indipendente»; queste le dichiarazioni dei medici dell'oppositore di Putin, che hanno ricevuto i risultati dai colleghi dell'ospedale. Fare una diagnosi completa su questa base non è cosa facile, ma i medici di Navalny gli hanno subito rivolto una pressante raccomandazione: interrompere subito lo sciopero della fame, «altrimenti non ci sarà più un paziente da curare». Le sue condizioni sono molto precarie e il rischio di morte drammaticamente reale.

Non è chiaro se Navalny, che finora aveva solo accettato di assumere un po' di vitamine negli ultimi giorni, darà ascolto almeno ai suoi dottori, interrompendo una condotta autolesionistica cominciata lo scorso 31 marzo. Ieri l'uomo politico, creatore di quella Fondazione anti-corruzione (Fbk) che Putin ha in animo di mettere fuorilegge minacciando di anni di galera tutti i suoi attivisti, ha rivolto attraverso i suoi avvocati che lo hanno incontrato un messaggio per i suoi sostenitori che per mezzo di un post su Instagram è stato diffuso in Rete. Navalny ha parlato di orgoglio e di speranza per la Russia. «Solo ieri sono stato informato di ciò che accade nelle strade delle città russe, perché in carcere vediamo un solo canale televisivo. Provo orgoglio per essere parte di questa grande e bella cosa ha scritto -. Io sono uno di voi, l'uomo onesto che non resta in silenzio di fronte all'ingiustizia e all'illegalità. La salvezza della Russia ha aggiunto rivolgendosi a chi condivide la sua causa sei tu, chi è sceso per strada, chi non lo ha fatto ma simpatizza». Poi l'esortazione a non cedere: «Il nostro Paese sta scivolando nell'oscurità, e nel prospero ventunesimo secolo la popolazione della Russia, così ricca di risorse, diventa ogni anno più povera. Ma ci sono per fortuna persone che scendono in strada che sanno e capiscono tutto e che non rinunceranno al loro futuro, a quello dei loro figli, al loro Paese».

Il giorno prima, tramite i suoi avvocati, Navalny aveva anche ringraziato per il grande sostegno che riceve non solo in Russia, ma anche nel mondo. Aveva ammesso che lo scorso fine settimana, quando era stato trasferito nel reparto ospedaliero della colonia penale, «è stato brutto» e di essere ormai «scheletrico». E soprattutto aveva sottolineato «la grande importanza di far sentire il sostegno» di chi si ribella a chi ha ormai poche speranze. Queste iniziative, non è certo una novità, fanno infuriare Putin. Anche ieri il ministro degli Esteri francese Yves Le Drian ha usato un linguaggio poco amichevole per ricordargli che la Francia, e non solo essa, considera il presidente russo responsabile della vita di Aleksei Navalny, e per minacciarlo di nuove sanzioni mirate dell'Ue qualora quella vita andasse perduta. «Spero davvero che non si arrivi a tanto.

L'accanimento su Navalny è insopportabile ha detto Le Drian -, e la deriva autoritaria interna di Putin sempre più evidente. La Russia è però il nostro vicino, abbastanza ingombrante, a volte pericoloso, ma è sempre lì. A volte nella vita hai dei vicini indesiderati, devi comunque continuare a parlarci».

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