Migranti, famiglie, islam: la virata a destra della Ue

Le linee guida del bilancio 2026. Basta finanziamenti alle campagne di promozione dell'uso del velo

Migranti, famiglie, islam: la virata a destra della Ue
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L'approvazione da parte del Parlamento europeo delle linee guida per il bilancio 2026 testimonia una clamorosa novità: l'Europa svolta a destra. Oltre alle priorità sulla difesa, la crescita economica e la sostenibilità, spulciando il testo con le indicazioni sul prossimo bilancio, emergono infatti alcune notevoli differenze rispetto allo scorso anno su questioni cruciali per la destra europea.

Nonostante Ppe, Ecr e Patrioti non abbiano trovato l'accordo sull'immigrazione portando i Patrioti a votare contro le linee guida e l'Ecr ad astenersi, sono stati approvati alcuni passaggi inimmaginabili fino a poco tempo fa, segno di un cambio di rotta nelle politiche dell'Ue. È quello che emerge da un documento visionato in esclusiva da Il Giornale proveniente da Bruxelles.

La prima svolta avviene proprio sul tema dell'immigrazione. Se nelle linee guida sul bilancio votate lo scorso anno si parlava di «solidarietà, responsabilità condivisa e rispetto dei diritti umani, in linea con i valori dell'Unione e con gli impegni internazionali» aggiungendo «che una gestione e una protezione efficaci, umane ed eque sono fondamentali per garantire la sicurezza dell'Unione», i contenuti in vista del bilancio 2026 sono molto diversi. Nel documento si parla di «protezione esterne delle frontiere esterne» chiedendo inoltre «un finanziamento adeguato per le capacità di protezione delle frontiere come parte essenziale di una politica migratoria globale».

Mentre nelle linee guida al bilancio 2025 il tema dell'islam non veniva affrontato, nel nuovo testo approvato dall'europarlamento si «esprime profonda preoccupazione per il fatto che la Commissione abbia finanziato o cofinanziato campagne di promozione dell'uso del velo, in cui si afferma ad esempio che la libertà è nell'hijab e si «sottolinea che il bilancio dell'Unione non deve più finanziare future campagne che promuovono direttamente o indirettamente l'uso del velo».

Accade l'opposto con l'Agenzia delle Nazioni Unite Unrwa che non viene menzionata mentre lo scorso anno le era stato dedicato ampio spazio (nonostante le accuse nei confronti di alcuni membri del suo personale dopo i massacri del 7 ottobre).

Sono stati invece aggiunti riferimenti alla protezione dei cristiani che mancavano negli anni passati, in particolare si menziona l'«odio anti-cristiano» deplorando «il crescente numero di reati generati dall'odio perpetrati contro i cristiani e altre comunità religiose». Inoltre si «ricorda che i cristiani sono la comunità religiosa più perseguitata al mondo; esorta la Commissione a prevedere finanziamenti per impedire che le comunità religiose, e in particolare le comunità cristiana ed ebraica, siano prese di mira come è accaduto in Europa negli ultimi mesi».

Anche sul tema della famiglia ci sono importanti novità e, mentre nelle linee guida sul bilancio 2025, c'era un generico riferimento alla demografia, quest'anno si «ricorda che le famiglie sono il pilastro principale che sostiene l'onere della spesa sociale dell'Ue, in particolare quelle con minori a carico» osservando che «sono proprio le famiglie a soffrire di più e a subire le conseguenze delle crisi economiche che si sono susseguite negli ultimi 15 anni». Barlumi di buon senso per il futuro dell'Europa.

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