Monti attacca Salvini: "Non rispetta la Fornero"

L'ex premier usa parole al veleno contro il leader della Lega che ha criticato la legge Fornero

Monti attacca Salvini: "Non rispetta la Fornero"

"L'on. Salvini è ovviamente libero di non condividere nulla. Attacchi pure il governo che ha introdotto quella riforma o le forze politiche che nel dicembre 2011 l’hanno approvata a larghissima maggioranza: 402 sì su 477 votanti alla Camera, 257 sì su 298 votanti al Senato. Ma è vile prendersela con una donna coraggiosa che, in modo disinteressato, ha reso allo Stato un servizio di grande valore e che ancor oggi, tornata a vita privata, è sottoposta ad un vergognoso linciaggio". Mario Monti contro Matteo Salvini, al quale rinfaccia una serie di ruvide uscite contro l’allora ministro del Lavoro del governo tecnico guidato, appunto dal senatore a vita.
"Nel linciaggio - sottolinea Monti - si distinguono esponenti di partiti politici che, in modo irresponsabile e per interessi elettorali, hanno contribuito a mettere nel sistema economico e sociale italiano quella bomba a orologeria che, grazie a Elsa Fornero, è stata ora disinnescata. Matteo Salvini - dice allora l’ex presidente del Consiglio - ha tutto il diritto di criticare aspramente la riforma delle pensioni nota come ’riforma Fornerò. Lo invito però a porre fine ai suoi ripetuti, ignobili, vergognosi attacchi personali ad Elsa Fornero".

"Qualche esempio. ’La Fornero? Mi sta qui. Sono un non violento con tutti, ma con lei devo fare autocontrollo, altrimentì (13 marzo 2015). ’Noi della Lega siamo persone educate. Se mai passerà da Pontida, mi auguro che la prendiate a calci nel culo per 10 chilometrì (17 agosto 2013). ’Per la signora Fornero ci vorrebbe la corte marziale, dovrebbe essere esiliatà (5 novembre 2013).
Quest’ultima sentenza, emessa da Salvini su Facebook, ha stimolato vari commenti. Tra essi, omettendo - segnala ancora Monti - i più truci, ’Fucilatela nella schienà, ’Alla forca come nel Medioevo, ’Per lei la camera a gas’, ’Meglio bruciata viva. Manifestazioni solo verbali? No. Il 19 maggio 2014, Salvini in persona guida una spedizione della Lega sotto la casa di Elsa Fornero. L’obiettivo della spedizione è conseguito solo in parte: ’Per fortuna - dichiara il Nostro - il ministro non è in casa, perchè mi prudono le mani".

"Salvini continui pure a criticare la riforma delle pensioni, ma lasci in pace la Fornero", ribadisce il senatore a vita che passa al merito della questione: "Nel novembre 2011 ho insistito perchè l’economista torinese - persona di grande serietà, con sensibilità sociale e profonda competenza in materia previdenziale - accettasse l’incarico più ingrato e anche più pericoloso nel governo di emergenza, quello di ministro del lavoro. Tutti sapevano che senza una rapida e incisiva riforma delle pensioni, che il governo Berlusconi non era riuscito a fare proprio per l’opposizione della Lega, i conti pubblici sarebbero saltati. Per questo nessuno prestava più allo Stato italiano, se non a tassi esorbitanti. Senza la riforma, i nostri figli e nipoti avrebbero dovuto sopportare negli anni futuri oneri insostenibili; ma già nel giro di qualche settimana i cittadini e le imprese si sarebbero trovati in una situazione simile a quella della Grecia".
"Solo la preparazione e la determinazione del ministro Fornero, con l’appoggio dell’intero governo e la responsabile condivisione da parte della maggioranza (Pdl, Pd, Terzo polo), hanno permesso di approvare e rendere esecutiva la riforma in soli 19 giorni dall?entrata in carica del governo. Alcuni errori, nella fretta, sono stati compiuti e ad essi si è posto rimedio successivamente.

Ma senza quella riforma delle pensioni - rivendica ancora Monti - l’Italia negli ultimi tre anni si sarebbe avvitata in una crisi finanziaria tale da aggravare ancor più le difficili condizioni della nostra economia. Ciò è stato subito riconosciuto da tutti gli osservatori internazionali. Anche in Italia, al di fuori delle polemiche politiche, si sta facendo strada questa convinzione".

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