
Quella fetta di formaggio in testa con cui Elon Musk si è presentato a un evento elettorale in Wisconsin riguarda noi italiani molto più di quello che possiamo pensare. Riepiloghiamo: il patròn della Tesla domenica sera ha presenziato a un rally a Green Bay in vista delle elezioni di oggi per eleggere un giudice della Corte Suprema del Wisconsin, un voto molto importante per le ragioni che spiegheremo più avanti. E si è presentato davanti alla folla indossando un copricapo giallo a forma di fetta di formaggio.
Ora, siamo abituato alle buffonerie dell'uomo più ricco d'America. Ma che c'entriamo noi? Il copricapo è un omaggio alla produzione casearia dell'America's Dairyland (del «caseificio americano») come è soprannominato lo Stato nella regione dei grandi laghi. E nel Wisconsin viene prodotto anche il famigerato Parmesan, la versione americana del nostro Parmigiano Reggiano che divide la critica gastronomica nostrana tra chi lo considera un'abominevole imitazione del nostro formaggio a pasta dura più (giustamente) celebre e chi, come il professor Alberto Grandi, uno che allo smascherare i falsi miti della tradizione alimentare italiana ha dedicato la sua carriera recente, ritiene invece che il Parmesan del Wisconsin, portato in America dagli immigrati italiani all'incirca un secolo fa e prodotto oggi dagli eredi di quei formaggiai, sia proprio per questo rimasto più simile alla versione originale del grande formaggio emiliano, che in Italia nel frattempo ha visto aumentare le dimensioni delle forme e allungarsi a dismisura gli invecchiamenti.
Insomma, ci mancava lo spottone di Musk al nostro concorrente caseario per rendere il capo del Doge (e in questo caso Venezia non c'entra) ancora meno popolare nel nostro Paese. In Wisconsin invece lo spettacolino grattugiabile messo su da mister Elon ha funzionato assai. Anche perché l'uomo, che come Donald Trump sa come blandire il suo popolo, si è presentato a Green Bay con due grandi assegni da un milione di dollari l'uno, per premiare altrettanti elettori estratti tra coloro che avevano firmato una petizione per fermare i «giudici politicizzati». Una strategia acchiappa-like che Musk aveva utilizzato anche durante la campagna per le presidenziali con le lotterie milionarie negli stati chiave, poi vinti tutti da Trump. Ah, e se pensate che questa strategia sia un po' sospetta, sappiate che è stata la stessa Corte Suprema del Wisconsin a dare la luce verde all'iniziativa, respingendo il ricorso dell'attorney general, il democratico Josh Kaul, secondo cui «la legge vieta di offrire qualsiasi cosa di valore per spingere al voto».
La favorita al voto è la liberale Susan Crawford, contro la quale è schierato il conservatore Brad Schimel, sostenuto da Trump e da Musk, che nella campagna ha investito 20 milioni di dollari.
«Credo che questo sia importante per il futuro della civilizzazione, è importante», ha detto Musk, secondo cui è fondamentale fermare il progetto dei democratici di ridisegnare la mappa elettorale dello stato, ottenendo così altri due seggi alla Camera «per cercare di fermare tutte le riforme che stiamo facendo per voi, il popolo americano».
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