"No riarmo e fisco amico per il rilancio della Lega"

Il segretario della Liga Veneta, Alberto Stefani e il Congresso: "Siamo in crescita, ora avanti con la rottamazione"

"No riarmo e fisco amico per il rilancio della Lega"
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La Lega si ritrova a Firenze (Fortezza del Basso) per il congresso nazionale che ri-incoronerà Matteo Salvini segretario nazionale. Un passaggio utile a blindare la leadership del vicepremier in una fase delicata sia per i rapporti all'interno della maggioranza che per la fronda interna che ha provato a mettere in discussione la guida salviniana. In collegamento dagli Stati Uniti è atteso Elon Musk. Già confermati gli interventi (video) del presidente ungherese Victor Orbán e del leader del Rassemblement Nazional Jordan Bardella, presidente del gruppo dei Patrioti a Bruxelles. Oggi sarà il turno di Mette Thiesen vicepresidente del Parlamento danese. Domenica toccherà al leader spagnolo di Vox Santiago Abascal (video) e del capo della destra olandese Geert Wilders. Futuro È Identità è il nome dato alla mozione che riconfermerà Salvini alla guida del partito. Alberto Stefani, deputato leghista e segretario della Liga in Veneto, è il promotore della mozione. Al Giornale fa il punto sul congresso e sulle mosse future del Carroccio. Sul tema della settimana, l'annuncio dei dazi da parte del presidente Donald Trump, ha idee chiare.

La riconferma di Salvini è scontata. Il partito dopo Firenze cambierà pelle?

«Inizierà una fase di rilancio per il movimento leghista, riaffermando la propria connotazione territoriale. Dal congresso uscirà una lega con alcuni capisaldi: identità, no al riarmo e fisco amico».

Lei ha citato il fisco amico. Uno degli impegni della Lega è la rottamazione. Per ora ancora nulla...

«La Lega ha sempre dimostrato che quando assume un impegno lo mantiene. Anche la promessa della rottamazione sarà mantenuta».

Entro l'anno?

«Stiamo lavorando per raggiungere questo traguardo».

Sul tema dell'immigrazione, i Cpr in Albania non decollano. Il governo deve registrare qualcosa?

«Il governo sta facendo tutto il possibile, con le grandi difficoltà che deve affrontare. Difficoltà che conosciamo molto bene noi della Lega: Matteo Salvini è stato accusato e processato per sequestro di persona per aver fermato gli sbarchi clandestini. Un processo poi rivelatosi privo di qualsiasi fondamento e dannoso dell'immagine del nostro Paese. Controllare i confini, ristabilire le regole chiare, ridurre il più possibile i trafficanti di esseri umani».

Parliamo del tema caldo. I dazi di Trump danneggiano l'export delle imprese italiane.

«È una possibile conseguenza. Vorrei però ricordare che Trump mettesse i dazi non lo scopriamo oggi, l'ha detto in campagna elettorale e l'ha fatto. Allo stesso tempo sono convinto che gli ottimi rapporti che abbiamo con gli Stati Uniti saranno importanti per instaurare una negoziazione bilaterale con gli Usa. L'approccio giusto è il dialogo, non certo quello proposto dall'Europa che rischia solamente di esasperare la guerra dei dazi».

I sondaggi vi danno in crescita. Merito del pacifismo?

«Vorrei innanzitutto dire che raccogliamo i frutti dell'ottimo lavoro della nostra squadra di ministri. E poi sicuramente la gente apprezza la nostra linea chiara: no al riarmo. Ma le pare normale che l'Europa voglia spendere 800 miliardi in armi quando ai sindaci viene vietato per i vincoli di bilancio di utilizzare i fondi per le famiglie?».

Lei è segretario della Liga in Veneto. Nel 2025 si vota. La Regione resta a un leghista?

«Ecco, il Veneto è una regione identitaria. Le do alcuni numeri: 161 sindaci, 1100 amministratori e 11mila tesserati.

Alle amministrative i nostri sindaci vengono riconfermati perché viene apprezzato il nostro modo di far politico. I cittadini sanno che possono contare sulla nostra presenza. Non credo si voglia disperdere questa risorsa. Poi le dico che con gli amici e alleati di Fdi non ci sono ragioni di tensioni».

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