"Noi bloccati da ambientalisti da salotto"

Il presidente: "Abbattimento deciso nel 2020, fermati dai ricorsi"

"Noi bloccati da ambientalisti da salotto"

Dal giorno della morte di Andrea Papi, il runner ucciso in Trentino dall'orsa Jj4 lo scorso 5 aprile, nel mirino di una parte dell'opinione pubblica è finito - ancor più dell'animale - il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti.

Presidente, come mai in tanti accusano le istituzioni?

«Noi abbiamo una legge provinciale che prevede che il presidente possa intervenire con una ordinanza, per esempio nel caso di un orso pericoloso. Quando nel 2020 Jj4 attaccò due persone io feci un'ordinanza, ma gli ambientalisti fecero ricorso prima al Tar e poi al Consiglio di Stato».

E voi come avete reagito?

«Noi ricusammo il giudice del Consiglio di Stato, perché alcune sue dichiarazioni pubbliche ci sembrarono ideologiche e preconcette. Perdemmo la ricusazione e poi il Consiglio e il Tar bloccò la nostra ordinanza. A quel punto io non potevo più fare nulla»

E quindi?

«Secondo noi il rischio c'era, la legge prevede che prima di fare un'ordinanza si debba informare Ispra, il cui parere però non è vincolante. Noi abbiamo chiesto due volte, nel 2021 e nel 2022, un parere e Ispra sull'abbattimento, l'ultima volta lo scorso ottobre, e il parere è stato contrario. Siamo stati costretti a lasciarla libera».

C'è molta polemica anche sul collare, che pare fosse scarico.

«Non era scarico, ma guasto. Innanzitutto mettere un collare a un orso non è come metterlo a un cane o a un gatto. Il peso dell'orso varia anche di 50 chili durante il letargo e quindi rischia di rompersi o di venire perso. In più per metterglielo bisogna posizionare una trappola tubo e sedare l'animale, con tutti i rischi del caso. Inoltre la batteria del collare dura un paio d'anni, dopodichè bisogna rifare tutto. Non si può quindi fare su tutti gli orsi, ma solo su quelli più pericolosi. Jj4 era radiocontrollata ma, tra l'altro, era in una parte di montagna dove non prendeva il gps. Ma anche qualora funzioni il radiocollare non garantisce di evitare la tragedia: tu hai solo il segnale di dov'è l'animale».

E quindi qual è la soluzione?

«Gli orsi pericolosi o problematici vanno abbattuti. Al momento in Trentino ne abbiamo tre. Non servirebbe a nulla spostarli, se sono pericolosi qui lo sono anche altrove».

Colpa del progetto di ripopolamento Life ursus?

«Quegli orsi in teoria dovevano spostarsi dal Trentino. Invece sono rimasti tutti qui... Dovevano essere 50 e invece sono 100. Questa situazione per noi è insostenibile. La parte eccedente di orsi rispetto al progetto originario deve essere spostata in altre realtà. Altrimenti il progetto fallirà per eccessivi rischi per la popolazione».

E Jj4?

«Va abbattuta, la stiamo cercando. Sui vari canali social gli ambientalisti da salotto, quelli che conoscono la montagna solo perchè la hanno vista sui giornali, ci dicono: Non abbattetela, ho un posto dove portarla. Non si preoccupino, noi abbiamo una cinquantina di orsi da spostare. Noi intanto abbattiamo quelli pericolosi, gli altri glieli diamo».

Ormai è passato il concetto che l'orso è un animale domestico?

«Pensano che l'orso sia come Yoghi.

Lo è da piccolo e fino a quando non ha certi atteggiamenti, cioè quando inizia a mettere a rischio la vita delle persone. Gli scienziati dicono che l'orso non aggredisce l'uomo, ma in Trentino è già successo sei o sette volte. Fino ad arrivare alla morte di Papi. La realtà è diversa da quello che raccontano ambientalisti e animalisti».

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