Prof, la Francia in piazza. Espulsi 231 integralisti

Sfilata di "Je suis Samuel" in tutte le città: "Le vignette si mostrino in tutte le scuole"

Prof, la Francia in piazza. Espulsi 231 integralisti

Tre giorni dopo l'attacco terroristico a Conflans, a nord-ovest di Parigi, due misure sono al vaglio del governo francese. Il ministro dell'Interno annuncia di voler limitare le possibilità di ottenere lo status di rifugiato. E ordina ai prefetti di espellere gli stranieri iscritti nel fascicolo per la prevenzione della radicalizzazione terroristica: si tratta di 231 persone, schedate, di cui 180 detenute.

Gli altri devono essere arrestati e cacciati dalla Francia «nelle prossime ore», ha detto Gérald Darmanin. Cresce il dubbio sul da farsi nelle scuole, per preservare libertà e laicità senza rischiare la pelle.

Charlie Hebdo ieri ha invitato tutti a manifestare a Parigi e in altre metropoli d'Oltralpe: cittadini, politici, sindacati. Da Lione a Marsiglia, da Lille a Bordeaux, fino a Tolosa, Nizza, Nantes e Bastia.

Una sfida per la sicurezza e per la coesione nazionale raccolta da decine di migliaia di francesi; alcuni sventolano le vignette su Maometto che hanno generato l'ennesima violenza-killer di un musulmano. Le stesse che, dalla piazza, il ministro dell'Istruzione chiede di continuare a mostrare in classe, nelle lezioni: «Altrimenti la daremmo vinta a chi vuol distruggere la République».

Proprio Place de la République, nella capitale, si è riempita dalle 15. Tutti i partiti hanno risposto presente, tranne Marine Le Pen. Lo slogan «Je suis prof» serve al morale, ma resta tale. É una prova di forza, un segnale. La leader del Rassemblement national chiede invece di agire pragmaticamente contro associazioni islamiche e predicatori d'odio: uno è ancora in stato di fermo per aver fomentato i suoi follower contro Samuel Paty, finito sgozzato.

Ecco allora che, dall'esecutivo, filtra l'ipotesi di passare al setaccio i social network per reagire contro «tutti coloro che da 24 ore si rallegrano per la morte del prof di Conflans». «Riusciremo a combattere i nemici della democrazia, ma ce la faremo se saremo uniti», dice il ministro Blanquer, ribadendo che «ogni insegnante in Francia dev'essere sostenuto quando si trova in una situazione del genere». Peccato che per Samuel non sembra sia stato così. «Possiamo rimpiangere questa o quella cosa, ma il sostegno c'è stato», glissa Blanquer in tv, smentendo una presunta sanzione per aver mostrato in classe le caricature.

In piazza ieri anche il leader della sinistra estrema Jean-Luc Mélenchon (ministro dell'Istruzione superiore dal 2000 al 2002). E il premier Jean Castex, che postando su Twitter un video dalla manifestazione scrive: «Non ci fate paura, siamo la Francia!». Sui cartelloni, «No al totalitarismo del pensiero», «je suis Samuel». Servirebbe una scossa, che Emmanuel Macron prova a dare in tarda serata annunciando «Risposte concrete rapide e ferme», filtra dal consiglio di Difesa convocato per fare quadrato sulla nuova strategia. Una prima risposta a chi ieri sventolava un manifesto-denuncia: «È buio nel paese dell'Illuminismo, fate presto».

Duro pure l'ex premier già ministro dell'interno Manuel Valls, di sinistra: dalla piazza sostiene che «la stampa deve pubblicare le vignette» (in Francia l'Afp non l'ha fatto temendo ripercussioni sui corrispondenti esteri).

«Gli insegnanti devono mostrarle a inizio anno», insiste Valls, che chiede pure al governo di chiudere il Collettivo contro l'islamofobia in Francia, quell Ccif, che trova spesso pretesti per creare polveroni incendia-piazze. Proposta fac-simile per Le Pen.

Intanto nella cittadina di 35 mila abitanti, ancora sotto shock, la scuola du Bois d'Aulne potrebbe essere ribattezzata «Samuel Paty».

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