Quanti errori di Tar e Uefa sugli hooligans

Sono tornati gli hooligans. Non sono inglesi, parlano tedesco, sono gli ultras dell'Eintracht di Francoforte, hanno devastato il centro di Napoli

Quanti errori di Tar e Uefa sugli hooligans

Sono tornati gli hooligans. Non sono inglesi, parlano tedesco, sono gli ultras dell'Eintracht di Francoforte, hanno devastato il centro di Napoli, il corteo ha esploso la prevista violenza che il ministro Piantedosi aveva tentato inutilmente di impedire, vietando la vendita dei biglietti ai residenti in Germania e così la trasferta delle ciurma, per poi essere smentito e bypassato, come è uso ormai, dalla quinta sezione del Tar della Campania, presidente Maria Abruzzese, che ha accolto il ricorso presentato dal club di Francoforte. I black bloc del calcio trovano sfogo non più negli stadi, dove sono aumentate le misure di controllo e di sicurezza ma, come per i rave party, sanno organizzarsi con una rete clandestina di informazioni e comunicazioni in tutta Europa. La decisione del nostro governo è stata addirittura criticata dal presidente dell'Uefa, Alexsander Ceferin, la cui protervia è arrivata a interferire con le istituzioni politiche, un fatto gravissimo che, nota ancora più importante, non ha avuto alcuna reazione da parte dai dirigenti della Federcalcio italiana. Il calcio raggruma nuovi vandali che non hanno una identità politica e sociale, come accadeva nell'Inghilterra degli anni Sessanta quando erano individuabili nella classe operaia per poi trovare complicità anche nel Front National ed esportare il fenomeno nel resto del continente, limitandolo a comunità giovanili, ma gli episodi di Napoli illustrano una popolazione mista di hooligans e ultras, dunque delinquenza e tifo uniti in marcia, pilotati dalle forze dell'ordine, bersaglio comodo e facile di agguati e assalti. Le sturmtruppen dell'Eintracht si erano già fatte riconoscere a Roma quando, nel dicembre 2018, erano calate per la partita contro la Lazio, devastando il Lungotevere in direzione dello stadio Olimpico. Il ministro Piantedosi era già stato oggetto di un offensivo striscione, esposto in curva, all'Allianz di Monaco di Baviera, in occasione di Bayern-Paris St. Germain. Il lenzuolo esposto e scritto in italiano protestava contro il divieto della trasferta, senza tuttavia provocare alcuna reazione da parte del governo calcistico europeo che, invece, si è espresso criticamente nei confronti della scelta del nostro ministro.

Una sgradevole e miserabile complicità che è sfociata nella giornata di fuoco nel centro di Napoli e che potrà avere strascichi sicuri nella notte attorno al Maradona, area ideale per imboscate e nuovi incidenti. Prevedo che, prossimamente su questi scranni, qualche parlamentare si unirà al corteo, per attaccare il governo. Una partita eterna.

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