Renzi blinda l'Italicum: "Non ci sono i numeri per modificarlo". E nel governo si apre lo scontro

Renzi frena sull'Italicum: "Non vedo i numeri per modificarlo". Ma Zanetti lo zittisce: "C'è una maggioranza se Renzi gestisce voti del Pd"

Renzi blinda l'Italicum: "Non ci sono i numeri per modificarlo". E nel governo si apre lo scontro

"Oggi è il momento del dolore per le vittime di Dacca. In settimana incontreremo i capigruppo delle forze parlamentari". A L'Intervista di Maria Latella su Sky, Matteo Renzi ringrazia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha deciso di interrompere il viaggio istituzionale in Messico per "accogliere le salme e stare vicino alle famiglie". "Credo che tutta la discussione politica debba essere all'insegna dell'interesse nazionale e della patria". Quello che però attende il premier nelle prossime settimane è un cammino in salita. Deve affrontare le opposizioni che gli daranno battaglia sul referendum, deve calmare la fronda interna al Pd che dopo il flop elettorale vuole un suo passo indietro da segretario e, soprattutto, deve mediare con i partiti di maggioranza per tenere insieme il governo.

Per Renzi non è un bel periodo. I sondaggi lo danno in caduta libera. Non sta meglio il Partitio democratico. In caso di elezioni il Movimento 5 Stelle vincerebbe a mani basse. E Luigi Di Maio, oggi come oggi, ha più appeal di Renzi sugli italiani. I problemi, poi, vengono anche dal Nazareno. Dopo la batosta alle elezioni amministrative, dove il Pd ha perso due città importanti come Roma e Torino, i dem chiedono al premier di lasciare il ruolo all'interno del partito. Ma Renzi non ci pensa nemmeno: "La dibattito nel Pd sul doppio ruolo di premier e segretario del partito è lunare". "Nel resto dell'Europa - fa notare - il capo del primo ministro è il premier, solo in Italia non è stato così per anni". Quindi, con buona pace della minoranza piddì che vuole la sua testa, Renzi si terrà strette entrambe le poltrone.

Nemmeno sul fronte dell'Italicum, di cui molti chiedono modifiche, è disposto a trattare. "Non vedo in parlamento una maggiornaza per una legge alternativa", dice. Ma a smentirlo ci pensa il viceministro all'Economia Enrico Zanetti. "La maggioranza necessaria c'è eccome - tuona il segretario politico di Scelta Civica - tutte le forze di centro che sostengono il governo e pure forze di opposizione come Forza Italia". È chiaro: per averla, a tutti questi, è necessario aggiungere il Pd di cui Renzi è, appunto, il segretario. "Quindi - lo incalza Zanetti - fuori dai tatticismi, su una modifica di questo tipo la maggioranza non c'è solo se il Pd non affronta al suo interno la questione una volta per tutte - conclude - sarebbe ora lo facesse".

E, se il fronte interno è caldo, lo scontro con le opposizioni è rovente. Secondo i sondaggi, il fronte del "no" al referendum sulle riforme costituzionali è in netto vantaggio. Lo stanno cavalcando i grillini e il centrodestra. Eppure conferma che la consultazione si terrà tra il primo e il 30 ottobre. Nessun rinvio, insomma. "Vorrei farlo il prima possibile...", dice. Poi aggiunge: "Non è su di me o su qualcun altro, anche se sono pronto a trarne le conseguenze". Negli scorsi giorni un'intervista di Fedele Confalonieri alla Stampa ha aperto il dibattito in Forza Italia su un eventuale appoggio a Renzi.

Ma il premier nega che ad oggi ci sia la possibilità di rinnovare il patto del Nazareno. "Lo ha rotto Forza Italia perché non voleva votare Sergio Mattarella - dice il premier - credo che allora Berlusconi fece un errore".

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