Sansa senza sesso (e senza senso)

Pensavamo che gli indesiderati effetti collaterali di certi tipi di punizioni, fossero ormai ben note dai tempi di Lorena Bobbit

Sansa senza sesso (e senza senso)

Pensavamo che gli indesiderati effetti collaterali di certi tipi di punizioni, fossero ormai ben note dai tempi di Lorena Bobbit. La signora che, con molte ragioni a suo dire, tranciò di netto il pene al marito. E che poi però, si ritrovò un marito senza pene... Ecco. La provocatoria proposta del capogruppo della Lista Sansa nel Consiglio regionale della Liguria, Ferruccio Sansa, di iniziare uno sciopero del «sesso dopato» per punire Pfizer dei ritardi sulla consegna dei vaccini, attraverso il boicottaggio del Viagra (altro farmaco prodotto da Pfizer), ci ha precisamente fatto venire in mente la signora Bobbit. Ci lasci capire, Sansa: abbiamo il Covid, l'economia di un Paese del terzo mondo, l'horror vacui al Governo, non possiamo uscire di casa, andare in vacanza, fumare per strada... Abbiamo rischiato per mesi di sopprimerci vicendevolmente nella galera delle quattro mura domestiche, abbiamo pianto e combattuto per impedirci di diventare modelli di Botero, e adesso cosa ci chiede Sansa? Di astenerci dal sesso e di rinunciare al Tavor (storico tranquillante prodotto della stessa casa farmaceutica). E per cosa? Per punire la Pfizer. Geniale. Geniale davvero. Ieri scriveva sul suo profilo Facebook: «Boicottare il Viagra e il Tavor? Saremmo un po' meno frizzanti e più ansiosi. Ma chissà che non possa essere un'arma per piegare il colosso Pfizer, quello che doveva fornirci milioni di vaccini mentre invece le dosi arrivano con il contagocce» proponeva Sansa e proseguiva, dicendosi indignato per il fatto che le nostre vite «siano nelle mani dei big pharma». Diciamo piuttosto che tra Viagra, Tavor e vaccino anti Covid (per quanto in ritardo), la Pfizer, per gli anziani, ha fatto più dell'Inps. E non si limita agli anziani, ovviamente. Visto che i problemi di disfunzione erettile non colpisce solo gli over, e nemmeno gli attacchi d'ansi sono appannaggio degli ultrasettantenni. Se c'è un momento storico sbagliato per consigliare il boicottaggio di prodotti calmanti e di aiutini per le prestazioni in camera da letto, è un momento storico che non fa altro che produrre ansia e smorzare gli entusiasmi: cioè questo momento storico. Il vaccino non arriva? E allora ci togliamo anche il tranquillante e l'invigorente. Perfino Lorena Bobbit avrebbe capito che non è cosa. Che non è certo il momento di evirarsi chimicamente e di smettere di sedare l'angoscia. A meno che non si pensi di ovviare al problema della mancanza (oltre che del ritardo) dei vaccini, eliminando il problema alla base e cioè lasciando che la popolazione si dimezzi da sola tra scioperi tra le lenzuola ed inconsulte esplosioni di angoscia. Ma, di nuovo, non sarebbe la Pfizer ad essere punita.

Ci lasci, Sansa, almeno nel blu dipinto di blu delle magiche pilloline salva prestazione. Ci lasci impasticcarci per evitare di accoppare il coniuge nel corso di una eterna convivenza forzata. Perfino la signora Bobbit, approverebbe.

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