Scagionato l'antagonista che ferì uno degli agenti

Le manifestazioni di Padova del 2019 sono tornate prepotentemente alla ribalta negli ultimi giorni dopo la notizia che il giudice di Catania, Iolanda Apostolico, è stata testimone in tribunale per il figlio

Scagionato l'antagonista che ferì uno degli agenti
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Le manifestazioni di Padova del 2019 sono tornate prepotentemente alla ribalta negli ultimi giorni dopo la notizia che il giudice di Catania, Iolanda Apostolico, è stata testimone in tribunale per il figlio, coinvolto negli scontri che si verificarono con la polizia.

Nello specifico, alcuni antagonisti dei centri sociali, tra i quali anche il ragazzo, arrivarono a contatto con gli agenti durante un controcorteo organizzato per contrastare quello antiabortista al quale partecipavano anche alcuni esponenti di Forza Nuova.

Ci furono diversi feriti tra i poliziotti che intervennero in quella circostanza e, tra loro, anche l'agente assistito dall'avvocato Ilario Troccolo, consulente del sindacato Fsp Polizia Veneto.

Lui è stato uno di quelli che ha subito con maggiore violenza il contatto con gli antagonisti: venne colpito da un calcio alla mano da un manifestante e subì la frattura dell'arto. Quell'antagonista, come ci ha spiegato il legale, «è stato correttamente identificato dagli agenti della polizia scientifica e dalla Digos di Padova». A seguito di una visita medico-legale, sottolinea il legale, al poliziotto è stata riconosciuta una «invalidità del 4% con attuale limitazione all'uso della mano, non invalidante dal punto di vista professionale».

Una precisazione fondamentale, che però nulla toglie alla gravità di quanto accaduto. Soprattutto perché, come sottolinea l'avvocato Troccolo durante la nostra conversazione, quel manifestante è tra quelli che, al pari del figlio del giudice Apostolico, è stato assolto da tutte le accuse legate agli scontri di Padova.

«Hanno assoluto tutti meno l'organizzatore della manifestazione, concessa in modo statico. Ma all'improvviso in un centinaio si sono spostati ed è avvenuto lo scontro», prosegue l'avvocato, che alla nostra domanda sul perché, nonostante la lesione, non ci sia stato seguito all'accusa ma si sia arrivati all'assoluzione, non ha saputo rispondere. «Lo chieda al giudice», ci dice con un sorriso amaro, «nella sentenza non c'è un rigo che parli di questa vicenda».

Una fattispecie purtroppo comune a molti casi di questo tipo nel nostro Paese, dove le divise in servizio per la sicurezza pubblica, molto spesso, non ricevono le adeguate tutele per lo svolgimento in serenità della loro attività lavorativa.

L'avvocato spiega anche che c'è molto scoramento da parte degli agenti, che sovente decidono

di non andare nemmeno in giudizio perché il risultato è il più delle volte facilmente immaginabile. «Dicono: perché devono spendere soldi e dopo magari assolvono l'altro e io prendo anche le botte», è la conclusione amara.

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