Si può riscrivere la Costituzione senza avere la maggioranza?

Proseguono i lavori del Senato sul ddl Boschi. Maggioranza sotto quota 150. Nelle prime due votazioni sugli emendamenti all'articolo 12 ha totalizzato rispettivamente 145 e 148 sì. Gasparri: "Vanno avanti con poco più di 140 voti. Così non si riscrive la Costituzione. Siamo all’esproprio delle istituzioni"

Si può riscrivere la Costituzione senza avere la maggioranza?

Ogni giorno la sfida è dura per la maggioranza, impegnata nella discussione del disegno di legge Boschi. Ieri al Senato la maggioranza ha racimolato 153 voti per lo scrutinio segreto all'emendamento Volpi. Oggi il numero è sceso ancora: nelle prime due votazioni sugli emendamenti all'articolo 12, la maggioranza ha totalizzato rispettivamente 145 e 148 "sì". I "no" sono stati 75 e 81, anche questi tra i più bassi registrati dalle opposizioni. Nelle successive votazioni i voti della maggioranza sono risaliti fino a 154 voti, dopo che sono rientrati in aula alcuni senatori che si erano allontanati per la pausa dei lavori stabilita dal presidente a ridosso dei voti segreti. Insomma, se ti allontani un attimo per prendere un caffè o andare al bagno la maggioranza traballa.

Passa invece con 161 voti l'articolo 21 del ddl Boschi sulle riforme, che riguarda le modalità di elezione del Presidente della Repubblica: solo 3 i no e 5 astensioni, con le opposizioni che non hanno partecipato. La Lega ha infatti abbandonato i lavori e M5s aveva annunciato di non voler prendere parte al voto. Al momento dello scrutinio, anche i senatori di Sel e Fi hanno preso la stessa decisione.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri punta il dito nella piaga: "Vergognoso. Vanno avanti con poco più di 140 voti. Così non si riscrive la Costituzione. Siamo all’esproprio delle istituzioni". E in effetti, a memoria umana, è difficile trovare un caso in cui sia stata modificata la Costituzione con questi numeri.

Nei successivi voti a scrutinio palese, dove i franchi tiratori non si possono nascondere, i numeri della maggioranza risalgono stabilmente sopra i 160 voti. Resta dunque una differenza sensibile, fino a oltre venti unità, tra i voti segreti e quelli palesi.

Trenta senatori di Forza Italia si sono aggiunti a quelli della maggioranza nel voto contrario all’emendamento all’articolo 17, seppur non determinanti per la tenuta della maggioranza stessa. Scorrendo i tabulati risultano 29 i senatori azzurri che hanno votato contro, tra cui il capogruppo Paolo Romani e Maria Rosaria Rossi. Un senatore azzurro si è astenuto, ma a Palazzo Madama l’astensione equivale a voto contrario, quindi in tutto i voti azzurri sono 30. In una nota l’ufficio stampa del Pd al Senato precisa che non c’è stato alcun salvataggio del Pd da parte di Forza Italia sul voto all’emendamento della senatrice Dirindin. Se anche i 28 senatori di Forza Italia che hanno partecipato alla votazione avessero votato a favore, l’emendamento non sarebbe stato comunque approvato". Sempre sull'articolo 17 all'interno del gruppo del Pd venticinque si sono differenziati dalle indicazioni del gruppo, votando a favore dell'emendamento (presentato dalla stessa componente), mentre l’indicazione di maggioranza e governo era di votare contro.

Per il Movimento 5 Stelle i senatori di Forza Italia fanno il doppio gioco: "Oggi Forza Italia ha sostenuto la maggioranza votando insieme al Pd contro un emendamento all’art.17 - afferma il capogruppo M5S in Senato Gianluca Castaldi - resuscitando in un colpo solo il Patto del Nazareno versione Ter ed andandosi ad aggiungere alla stampella dei verdiniani che stanno votando questa riforma assieme al governo. La verità è che tutti sono bravi a fare annunci, ma poi in Aula al momento dei voti vince la paura di mandare a casa questo governo, perché ciò significherebbe perdere la poltrona. Il M5S, già venti giorni fa - continua Castaldi - scrisse una lettera al Capo dello Stato esprimendo preoccupazione e sdegno per ciò che sta accadendo in quest’Aula, il Presidente della Repubblica sa benissimo che la maggioranza si sta votando da sola le modifiche alla Carta costituzionale, con voti ogni giorno più risicati e in un clima disgustoso di denunce di compravendita di parlamentari, come quella fatta solo qualche giorno fa dallo stesso Gasparri".

Protesta anche la Lega. "Quando ero giovane - scrive su Facebook il senatore della Lega Roberto Calderoli - girava una barzelletta che diceva: 'I parenti del defunto Lazzaro vanno per l'ennesima volta dal notaio per la lettura del suo testamento e chiedono, preoccupati, al notaio: Siamo sicuri che questa sia la volta buona?'.

Quanta saggezza c'era in quella barzelletta! Infatti non appena il Pd e Renzi hanno rischiato di andare sotto su un emendamento presentato da una loro senatrice di maggioranza, Forza Italia, con il prode Romani, scende subito in campo e vota in soccorso del povero Renzi. Questa volta a risorgere non è stato Lazzaro ma il Nazareno e il relativo patto. Questa sarebbe la dura opposizione di Forza Italia? Ma mi facciano il piacere! Avrebbe detto il povero Totò".

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