Sotto processo Richetti & C., il triumvirato dei calendiani

Le chat di Azione ribollono: deputati e senatori sono in rivolta e preoccupati dalla piega che sta prendendo la guerra contro Matteo Renzi. I malumori non si placano più.

Sotto processo Richetti & C., il triumvirato dei calendiani
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Le chat di Azione ribollono: deputati e senatori sono in rivolta e preoccupati dalla piega che sta prendendo la guerra contro Matteo Renzi. I malumori non si placano più. Sul banco degli imputati non c'è solo Carlo Calenda. Ma soprattutto il «triumvirato» a cui il leader di Azione ha delegato tutto il potere nel partito. Chi sono? Francesca Scarpato, Matteo Richetti e Andrea Mazziotti. È stata ribattezzata la «corte dei miracoli» o «triade dei disastri»: le accuse sono tutte contro il gruppetto che da tempo decide le sorti di Azione e del futuro del Terzo Polo. Candidature, alleanze, strategie, incarichi e fondi: il potere di Azione è concentrato nelle mani della triade. «Vuoi il simbolo per le comunali? Decide la Scarpato», si sfoga un consigliere regionale di Azione. Il bersaglio delle accuse dei parlamentari di Azione è però Matteo Richetti. A lui viene addebitata la responsabilità principale dello strappo con Renzi e la fuga da Azione degli ultimi giorni. Lo smottamento si è avuto in Emilia Romagna con l'uscita della parlamentare Naike Gruppioni, parlamentare, della consigliera regionale Giulia Pigoni e di 38 dirigenti. «Indovinate chi è dell'Emilia Romagna? Richetti. Dovrebbe farsi una domanda e darsi una risposta. Anche Calenda dovrebbe rivedere le sue scelte» - confida al Giornale un deputato di Azione. L'insofferenza cresce. Chi sono e da dove arrivano i tre. Francesca Scarpato è un ex dirigente del Pd campano da sempre legata a Richetti, Andrea Mazziotti è invece un ex parlamentare. Con ruoli diversi i tre hanno accentrato tutto il potere e stanno facendo esplodere il progetto di Azione. C'è un altro elemento che emerge dalla guerra Calenda-Renzi. L'addio di Naike Gruppioni peserà sulle casse di Azione. La famiglia Gruppioni, solidi industriali del nord, sono tra i principali finanziatori del progetto calendiano.

Ora chiuderanno i rubinetti? Si tenterà di ricucire con Renzi in vista delle Europee. Trattativa in salita. Il destino sembra segnato. Anche alla Camera la separazione è inevitabile. Però fa notare il parlamentare: «Richetti resterà capogruppo di Azione. Andremo a sbattere con questa gestione».

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