Spagna, metaniere in coda per scaricare gnl. L'Europa paga la mancanza di rigassificatori

L'Italia senza la nave di Piombino non potrà accedere a nuove forniture

Spagna, metaniere in coda per scaricare gnl. L'Europa paga la mancanza di rigassificatori

Decine di navi che trasportano gas naturale liquefatto stanno girando al largo della Spagna in questi giorni, in attesa di poter attraccare in porto. A riportarlo è l'agenzia Reuters, che spiega come tutti i punti di rigassificazione sono pieni e lunedì c'erano 35 navi tra la Baia di Cadice, sull'Atlantico, e nella zona del Mediterraneo che non riescono a scaricare il metano. Ci sarebbero anche altre navi in attesa vicino ad altri Paesi europei. La stessa agenzia riporta una nota di Enagas, l'operatore infrastrutturale spagnolo, che potrebbe dover rifiutare i carichi di Gnl a causa dei terminali pieni. Secondo la lettura di altri analisti, però, diverse navi starebbero attendendo di scaricare il gas nel corso dell'inverno, sperando in un rialzo dei prezzi, ora in discesa per stoccaggi saturi, caldo anomalo e recessione alle porte.

Se l'attesa si dovesse protrarre troppo, però, queste navi potrebbero fare rotta altrove. Un altro problema è la scarsa capacità di rigassificazione dell'Europa. Una questione che riguarda anche l'Italia, che per sopperire ai 29 miliardi di gas russo ha differenziato le forniture via tubo e acquistato due navi rigassificatrici oltre ad aumentare al massimo la capacità dei terminali esistenti. La prima, la Golar Tundra, dovrebbe entrare in funzione nell'aprile del 2023 e trovare posto nel porto di Piombino, con la capacità di trasformare 5 miliardi di metri cubi di gas liquefatto ogni anno. In molti però si oppongono alla nave, tra cui il sindaco di Piombino di Fratelli d'Italia, Francesco Ferrari, che promette battaglia e continua a ritenere l'«opera sbagliata» per una serie «di ragioni tecniche che sono in contrasto con l'ipotesi di parcheggiare una nave metaniera all'interno del porto di Piombino». Domani andrà in scena una nuova protesta dei comitati contro il rigassificatore. Sta di fatto che avere quella nave, che rimarrebbe in porto per un periodo di tre anni, permetterebbe all'Italia di compiere un passo decisivo verso la sicurezza energetica. Il perché lo ha spiegato nei giorni scorsi dal ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani: «Abbiamo sostituito il gas russo con 25 miliardi di metri cubi da altre fonti, metà tramite conduttore e metà con gas liquido che va trasformato». Dall'inizio dell'anno inizieranno ad arrivare le forniture italiane, ma senza il via libera alla Golar Tundra tutto quel gas non potrebbe essere utilizzato. Un bel problema perché, come aveva fatto notare l'ad di Eni, Claudio Descalzi, se il prossimo anno venisse a mancare la fornitura di gas russo che comunque è continuata ad arrivare nel 2022, allora per l'autunno del 2023 sarebbe assai più difficile riempire gli stoccaggi.

Domani ci sarà la conferenza dei servizi per il rigassificatore di Piombino, in vista della quale il commissario straordinario, Eugenio Giani, ha detto ieri che «si arriva con una spinta di determinazione in più per quello che è avvenuto il 13 ottobre» alla riunione degli enti statali con prospettiva di «parere positivo pur con prescrizioni».

Il presidente della Regione Toscana, tuttavia, potrebbe anche non dare subito l'ok definitivo, per il quale ha tempo fino al 27 di ottobre. «Ci sono dichiarazioni di chi ancora non vede l'ora che io autorizzi per fare ricorsi», ha aggiunto Giani. Il Comitato Liberi Insieme per la Salute ha già garantito il ricorso al Tar in caso di via libera.

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