Lo sposo fuggito ha pagato il conto (ma forse il matrimonio era falso)

L'uomo: "Ho saldato, ma il totale è sbagliato". I dubbi sulle nozze

Lo sposo fuggito ha pagato il conto (ma forse il matrimonio era falso)
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Matrimonio in presenza, pagamento a distanza. Di tempo e di spazio. Si conclude forse con una sorta di lieto fine la storia delle nozze ciociare con fuga dopo la torta. La vicenda è nota: a fine agosto Moreno e Svenja, lui carrozziere 40enne di Ferentino appena rientrato in patria dalla Germania, lei 25enne polacca, scelgono di convolare a nozze celebrando con un banchetto a base di pesce nel ristorante La Rotonda di Boville Ernica. Moreno tratta sul prezzo con il proprietario e il conto per la settantina di invitati viene fissato a circa 8mila euro. La festa è indimenticabile: pesce a volontà, orchestrina, danze, libagioni, foto degli sposi tra i tavoli: c'è spazio anche per una cerimonia «laica» a bordo piscina, alla presenza di un prete luterano arrivato dalla Germania per celebrare. Peccato che, finita la festa, a venir gabbato non sarebbe stato il proverbiale santo, bensì il malcapitato ristoratore. Che non si è visto saldare quanto pattuito, e quando è andato a cercare gli sposini ha scoperto che si erano trasferiti in Germania. E le sorprese non erano finite. Perché quando i carabinieri, ricevuta la denuncia, sono andati a Ferentino, a Boville, a Ceccano e in tutti gli altri comuni vicini per rintracciare le generalità degli sposi dalle pubblicazioni di nozze, hanno scoperto che non ve n'era traccia: finte nozze, dunque, e banchetto a sbafo.

La storia finisce su tutti i giornali, in Italia e all'estero. Finché ieri Moreno non decide di smettere i panni da Arsenio Lupin dei fiori d'arancio e sceglie di farsi vivo, cadendo dalle nuvole al telefono con il suo avvocato, Antonio Ceccani di Frosinone, al quale racconta una versione piuttosto diversa dei fatti. «Una cosa mai vista quella che ha fatto lui, non è giusta», spiega in un vocale spedito al suo legale, riferendosi al ristoratore: «Erano 7.400 euro, come aveva parlato col figlio», aggiunge. Spiegando ancora: «Prima di partire gli ho dato 3.750 euro per un banchetto con 74 adulti e 15 bambini». Insomma, il buco nel bilancio del ristorante c'è, ma sarebbe pari alla metà del dovuto. E non ci sarebbe dolo: Moreno chiarisce infatti di non essere «scappato», ma solo tornato in Germania dove sua moglie ha un lavoro, convinto che tanto il titolare della Rotonda avrebbe potuto attendere per il saldo, per il quale la dilazione sarebbe stata peraltro oggetto di un tacito accordo. Così ieri, alle 13.33, da Wiesbaden, Moreno chiude la vicenda, spedendo un bonifico al ristoratore. «Il mio cliente mi ha pregato di informare la controparte d'avere saldato il conto con questo versamento, confermando che non era sua intenzione sottrarsi ma che si è trattato semplicemente di un equivoco», spiega il suo avvocato.

Incassando una mezza mano tesa da parte del ristoratore, che tramite il proprio legale fa sapere che «se avremo conferma di questo versamento e se andrà a coprire realmente la parte mancante del conto ritireremo la denuncia».

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