Sull'Aquarius 629 migranti: "Soccorsi 6 diversi gommoni"

La nave di Sos Méditerranée attende di sapere dove attraccare. Oltre mille persone salvate in due giorni

Sull'Aquarius 629 migranti: "Soccorsi 6 diversi gommoni"

Non c'è che dire. Con altri 629 immigrati raccolti in mare in diverse operazioni di recupero e soccorso, per i quali si chiede un approdo in Italia, l'estate 2018 inizia col botto. Quella di ieri è stata una giornata decisamente calda. Non solo per le alte temperature, ma anche per il tira e molla sull'autorizzazione alla nave Aquarius della Ong Sos Méditerranée ad attraccare. Tra i 629 passeggeri ci sono 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Il no categorico di Malta a concedere il «porto sicuro», malgrado la vicinanza della nave, rimpalla dritta all'Italia la responsabilità di approdo.

«Una notte estremamente intensa nel Mediterraneo centrale, con sei diverse operazioni di salvataggio». Medici senza frontiere, che si trova a bordo di Aquarius, ha riassunto così la notte precedente descrivendo anche i momenti drammatici del recupero di immigrati finiti in mare. «Il soccorso di due gommoni è diventato critico quando uno dei due si è distrutto nel buio, lasciando oltre 40 persone in acqua. Da queste due imbarcazioni abbiamo soccorso 229 persone».

Il diniego all'attracco da parte di Malta non rappresenta una novità, visto che anche il giorno prima La Valletta ha rifiutato di farsi carico di un gruppo di immigrati che viaggiavano a bordo della nave Seefuchs, di una Ong olandese, che verteva, peraltro, in difficoltà per via delle onde alte, tanto che alcune imbarcazioni coinvolte nelle operazioni di soccorso hanno dovuto proteggerla. È giunta solo l'autorizzazione al trasferimento d'urgenza nell'isola per motivi sanitari per quattro immigrati, mentre gli altri hanno proseguito la navigazione fino all'attracco a Pozzallo. E qui sono sbarcati anche 109 stranieri che erano a bordo della Diciotti della Guardia costiera italiana. Sono stati ospitati nell'Hotspot della città rivierasca iblea, in attesa di essere trasferiti in altre strutture, secondo un piano già prestabilito, per consentire una sorta di turnover con gli eventuali nuovi ospiti che verranno.

Fine settimana intenso, dunque, di sbarchi, che hanno interessato sabato anche Reggio Calabria con l'arrivo, a bordo della nave della Ong tedesca Sea Watch, battente bandiera olandese, di 232 immigrati, quasi tutti uomini (le donne sono solo 17, una delle quali è incinta, e i minori non accompagnati sono 30, di età compresa tra i 5 e i 18 anni). Malgrado il peregrinare di tre giorni in mare prima che la nave ricevesse l'autorizzazione all'attracco in Italia, i volontari che si sono occupati della prima accoglienza in porto hanno definito «ottime» le condizioni dei passeggeri, destinati anch'essi ad altre strutture sparse per lo Stivale, non appena saranno terminate le indagini da parte della polizia giudiziaria.

Gli inquirenti, su disposizione della locale questura, hanno chiesto ai giornalisti che erano a bordo della nave della Ong di consegnare il materiale video girato durante le operazioni di salvataggio in mare del 5 giugno, avvenute sotto il coordinamento della Guardia costiera di Roma, altrimenti sarebbe stato sequestrato.

E i giornalisti hanno deciso di collaborare con le istituzioni e, accompagnati da alcuni rappresentanti della Sea Watch, si sono recati in questura dove la polizia giudiziaria stava sentendo alcuni immigrati sbarcati poco prima. Il comandante della nave, terminato lo sbarco, è stato sentito anche lui dagli investigatori per quattro ore, tanto che la nave è stata ferma in porto e solo ieri ha potuto lasciare l'Italia.

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