"Violato il segreto". Nel Cts è caccia alla "talpa"

Dal verbale del 12 maggio trapela l'irritazione di Locatelli per la fuga di notizie. E non è la prima volta

"Violato il segreto". Nel Cts è caccia alla "talpa"

Che nel Cts ci sia qualche difetto di comunicazione non è certo una novità. Ma ora il problema si chiama "talpa". Pare infatti che qualcuno dall'interno del Comitato sia solito spifferare ai giornali i segreti delle riunioni, facendo così infuriare il coordinatore Franco Locatelli.

Una prima avvisaglia si era avuta lo scorso 20 aprile, quando "prima di affrontare le questioni di merito", il capo del Comitato ritenne necessario avviare una discussione "sull'obbligo della riservatezza che incombe su ciascun componente". Con l'arrivo del governo Draghi, infatti, il Cts non è stato soltanto ribaltato come un calzino. Il premier chiese, e in teoria ottenne, che a rivolgersi ai cittadini e alla stampa fosse "un portavoce unico". La decisione era stata comunicata a tutti il 19 marzo, quando prese corpo il "nuovo" Comitato più ristretto e de-Contizzato. I nuovi membri avevano deciso di mantenere "la più rigorosa riservatezza" sui lavori e sugli atti delle riunioni. E anche di "accentrare" la comunicazione esterna, precisando che l'esistenza di un Portavoce implicava di fatto la preclusione ad ognuno di "divulgare al pubblico informazioni ed opinioni sui lavori del Comitato e sulle determinazioni da esso assunte". Tuttavia, a quanto pare, voci e notizie continuano a trapelare indisturbate.

Il fatto, come scovato dal Tempo, emerge dal verbale della riunione del 14 maggio scorso. Presenti, o meglio in videoconferenza, ci sono Franco Locatelli, Silvio Brusaferro, Sergio Fiorentino, Sergio Abrignani, Cinzia Caporale, Giuseppe Ippolito, Alessia Melegaro, Giorgio Palù e Giovanni Rezza. Dalla sede della Protezione civile ascoltano invece Fabio Ciciliano e Donato Greco. La seduta inizia alle 13.05. E prima di “avviare l’esame degli argomenti all’ordine del giorno”, il coordinatore Locatelli si prende qualche minuto per redarguire i colleghi e “stigmatizzare” quanto avvenuto il giorno precedente. “Alcuni organi di informazione” avevano infatti “diffuso dettagli della discussione, vertente, peraltro, su un argomento particolarmente delicato, svoltasi in seno al Cts nella seduta tenutasi nel pomeriggio del 12 maggio”. Locatelli, scoperto il fatto, ne ha parlato con i componenti del Cts, ha aggiornato Speranza, Curcio e Figliuolo. Infine ha informato pure “lo staff del Presidente del Consiglio dei ministri di tale riprovevole e grave violazione non solo della riservatezza delle decisioni adottate dal Comitato, ma anche e soprattutto del segreto che deve caratterizzare i lavori di qualsiasi organo collegiale, la cui volontà e il cui giudizio devono essere manifestati all’esterno esclusivamente attraverso la rappresentazione che l’organo stesso ne dà nel processo verbale delle sedute, debitamente approvato dai suoi componenti”.

Ma di cosa si era parlato il 12 maggio di tanto importante? Al punto 1 dell’ordine del giorno appariva la discussione sul parere da inviare al dicastero della Salute sull’uso di AstraZeneca anche nella fascia 50-59 anni. “Dettagli della discussione” del Cts, a quanto pare, sono trapelati sui giornali, e così Locatelli se l’è presa coi colleghi.

I quali hanno “preso atto” e “condiviso” le valutazioni, “auspicando che siffatti episodi non abbiano, in futuro, nuovamente a ripetersi e impegnando ciascun suo componente ad adoperarsi in tal senso”. Chi sarà la “talpa”?

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