Visco "promuove" Giorgetti. Ma sul deficit niente sconti

Bankitalia invita l'esecutivo a restare rigoroso: "Nuovi aiuti anti-inflazione solo con altre tasse"

Visco "promuove" Giorgetti. Ma sul deficit niente sconti

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ieri a Milano nel corso del suo intervento al 29simo congresso Assiom-Forex non ha criticato la politica economica del governo, ma ha lanciato una serie di avvertimenti sui prossimi passi da compiere nel contrasto all'inflazione. I toni sostanzialmente morbidi nei confronti dell'esecutivo Meloni lasciano trasparire un moderato apprezzamento dell'operato del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e le sue parole sono risuonate come un invito a proseguire sulla strada della prudenza di bilancio.

«La stabilità dei prezzi - ha detto Visco - richiede inoltre che in tutti i Paesi i conti pubblici siano tenuti sotto controllo». L'equilibrio è necessario «non solo per evitare un surriscaldamento della domanda e un più lento rientro dell'inflazione, ma anche per prevenire i rischi connessi con percezioni negative, anche se non interamente condivisibili, sulla sostenibilità delle finanze pubbliche». Il messaggio è chiarissimo: se lo spread tra Btp e Bund decennali si attesta sui 190 punti base è perché il governo ha tenuto il deficit sotto controllo con la legge di Bilancio.

Dunque, bisogna proseguire «con interventi temporanei e mirati ad alleviare gli effetti dell'inflazione sulle fasce più deboli della popolazione». Anche perché la discesa dell'inflazione non sarà rapida: dopo l'8,7% del 2022 dovrebbe diminuire di due punti nell'anno in corso (6,7%) per avvicinarsi al 2%, obiettivo della Bce, nel 2025. Ecco perché gli aiuti alle fasce meno abbienti della popolazione dovrebbero essere basati su «una redistribuzione tra percettori di reddito, tanto da lavoro quanto da capitale, e senza ricadute sulle future generazioni». Insomma, niente deficit per non compromettere la tenuta del debito pubblico, ma aumento del prelievo sulle rendite, siano esse mobiliari o immobiliari. Avvertimento giunto più volte anche dalla Commissione Ue e dalla Bce.

Ma Visco si è rivolto anche ai sindacati esortandoli a non scaricare sui rinnovi contrattuali la perdita di potere d'acquisto causata dal caro-prezzi. «Per riportare l'inflazione all'obiettivo è fondamentale che in tutte le economie dell'area dell'euro le parti sociali adottino decisioni responsabili, volte a garantire che la dinamica di prezzi e salari resti coerente con il mantenimento della stabilità monetaria». La crescita delle retribuzioni, ha proseguito, deve essere proporzionale a quella della produttività. In Italia, ha sottolineato il governatore, «i salari in termini reali ristagnano ormai da troppo tempo» e, quindi, «gli investimenti e le riforme previsti dal Pnrr» saranno fondamentali in questa direzione.

Non è un caso che, concludendo il proprio discorso, Visco abbia citato Carlo Azeglio Ciampi che nel 1981 rimarcò come «la stabilità monetaria è una responsabilità comune, un bene mai definitivamente acquisito». Ma anche la Bce deve giocare un ruolo decisivo e «bilanciare il rischio di una ricalibrazione troppo graduale, che potrebbe far radicare l'inflazione, con quello di un inasprimento eccessivo che comporterebbe gravi ripercussioni per l'attività economica». Per fermare la corsa dei prezzi Lagarde & C. non devono usare la clava altrimenti rischiano di uccidere anche l'economia, occorre moderazione

Una visione condivisa dal presidente di Intesa Sanpaolo, principale banca italiana. «Non bisogna permettere che il mercato si convinca che ci sarà l'inflazione, perché questo la genera», ha commentato evidenziando che «il compito della Bce è convincere che i tassi a lungo termine scenderanno». Secondo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, «non credo sia un problema per un'azienda sana» un tasso di interesse al 3% per l'economia, ma «la Bce sulla comunicazione qualcosa potrebbe migliorare, non si può pensare a una politica monetaria uguale per tutti i paesi, soprattutto in queste condizioni».

Il presidente Abi, Antonio Patuelli, ha lodato il governatore perché «la Banca d'Italia ha svolto un grande ruolo di moderazione tra la necessità di combattere l'inflazione e quella di non cadere in una nuova recessione».

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