La polizia sbarca sul web "Su Facebook col casco"

Diecimila amici per l'Agente Lisa, il primo profilo della Polizia di Stato sul social network. "Usare Facebook è come andare in scooter, è importante rispettare le regole e allacciare il casco". Boom di accessi anche per il canale Youtube delle forze dell'ordine

La polizia sbarca sul web 
"Su Facebook col casco"

Milano - "Facebook è come la strada", ne è certo il Direttore delle relazioni esterne della polizia Maurizio Masciopinto. E se il social network è come una normale carreggiata, per non uscire dalla metafora, allora le forze dell'ordine devono pattugliare. E' nato così, nel marzo di quest'anno, il primo profilo della polizia di Stato su Facebook. Lisa, capelli castani e occhi azzurrissimi incastonati nel volto di una trantenne in divisa (ovviamente). E' questo "la faccia" delle forze dell'ordine nel popolare network.

Su Facebook ma col casco ben allacciato "Per le forze dell'ordine è fondamentale la comunicazione e l'informazione - spiega Masciopinto -, per questo abbiamo deciso di approdare su Facebook. Internet offre moltissime possibilità ma anche dei rischi. Diciamo che è come la strada. Una ventina di anni fa si discuteva di quanto fosse pericoloso usare motorini e scooter ma nessuno ha mai pensato di abolirne la circolazione. Al contrario sono aumentate le norme e si è pensato alla sicurezza. Allo stesso modo, oggi, bisogna regolare la rete". L'Agente Lisa, che conta 5mila amici, risponde a domande, scioglie dubbi e presta assistenza agli internauti che la interpellano, come un vero agente in carne e ossa.

Furto d'identità e grooving: i reati 2.0
"Con il successo dei social network sono aumentati esponenzialmente alcuni reati, primo tra tutti il furto d'identità", racconta Marco Valerio Cervellini, Responsabile dei progetti educativi della polizia Postale, al Com.Pa, il Salone europeo della comunicazione pubblica alla Fiera di Milano. "Un altro fenomeno al centro delle nostre indagini è il grooving, l'adescamento in chat. Noi puntiamo inanzitutto alla sensibilizzazione e all'informazione per evitare che questi fenomeni si verifichino".

Un canale su Youtube Uno sbarco muscolare, quello della Polizia in rete, che ha comportato anche l'apertura di un canale su Youtube. "Grazie alla collaborazione con Google abbiamo aperto un nostro canale sul portale di videosharing. Siamo in possesso di una banca dati sterminata di video e filmati che abbiamo deciso di condividere - prosegue Masciopinto -. Lo scopo della rete è far vedere ai cittadini quello che non possono vedere con i loro occhi, ora hanno a disposizione anche i filmati delle nostre operazioni".

Un successo premiato dalle cliccate. Sono più di 29mila gli utenti che hanno visitato, dal maggio di quest'anno a oggi, gli oltre 140 video caricati sul canale Youtube: quelli che documentano le più importanti azioni sono stati visti più di 80mila volte.

 

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