Rio «46 Art»: sintesi di stile e funzionalità

Attesa per la novità del cantiere di Villongo. Nel garage spazio per il tender e una moto d’acqua. Oblò e finestratura per una luminosità da record.

Rio «46 Art»: sintesi di stile e funzionalità

Non può esserci un Salone di Genova senza Rio Yachts. Il cantiere di Villongo (Bergamo) è uno dei marchi storici della nautica italiana (e non solo), capace nel primo periodo della sua attività di realizzare splendidi motoscafi in mogano e poi di costruire una lunga serie di cabinati e open che hanno contribuito in misura notevole alla diffusione del diportismo nel nostro Paese. Oggi la gamma di Rio Yachts si articola su una vasta serie di modelli tra i 30 e i 50 piedi di lunghezza, divisi in quattro linee: Cruiser, Art, Blu e Fly.
Ed è per la linea Art che il cantiere presenta una delle novità più attese del Salone: il Rio 46 che è già stato varato e testato - con successo - a Napoli nelle più diverse condizioni di mare. Un’imbarcazione contemporanea, sintesi di funzionalità e stile come vuole la tendenza attuale, e che sarà una tappa importante nel processo di crescita di Rio Yachts verso lo sviluppo di modelli con dimensioni maggiori. Lungo metri 13,90 e largo metri 4,05 il Rio 46 Art pesa a vuoto 11 tonnellate; ovviamente la costruzione è in vetroresina.
Anche questo modello Rio Yachts prevede la versione Air dove il roll-bar montato sull’Art viene sostituito da un hard top aperto, composto da due elementi separati e con la struttura orizzontale che slancia ulteriormente lo scafo. Non si tratta, però, solo di un mero plus estetico: l’hard top arriva, se in posizione aperta, a coprire il tavolo e una parte del prendisole. Se la linea esterna è accattivante e attuale, la coperta rispetta in pieno l’esigenza di regalare agli ospiti - dodici al massimo - il massimo spazio per godere del sole mediterraneo.
Da qui un pozzetto ampio e ben disposto - splendida la dinette esterna a C - e i due prendisole dalla superficie record (uno a prua e uno a poppa), facilmente raggiungibili. A poppa si trova una plancetta a movimentazione idraulica, ideale per una facile risalita e discesa in acqua. Nel garage oltre a un tender è possibile riporre una moto d’acqua o un gommone a jet. Nessun dubbio sulla grande vivibilità interna: il 46 Art segue una disposizione studiata in ogni dettaglio. A prua c'è una cabina con letto matrimoniale e un ampio bagno. A centro barca, sul lato sinistro, ecco la pratica cucina e il secondo bagno mentre sul lato opposto c’è una cabina con letto. La terza cabina, ricavabile dalla dinette, è a poppavia: grazie a un sistema di pareti incernierate è assicurata la privacy totale. Altro aspetto positivo: la luminosità a livello record che viene regalata dagli oblò e dalle grandi finestratura sulle fiancate. La vocazione crocieristica - che per Rio Yachts rappresenta un dovere tradizionale verso il pubblico - non tragga in inganno sulle prestazioni. Il 46 Art «cammina» che è un piacere. In normale assetto da crociera - quindi con un dislocamento di 12 tonnellate e mezzo - sviluppa ben 36 nodi di velocità: merito dei due motori Volvo Penta Ips 500-D6 370 da 370 cv l’uno. Si tratta di un sei cilindri da 5.500 cc, con inizione diretta common rail e che hanno il pregio di consumare poco (100 litri/ora), seguendo anche in questo caso la tendenza del momento: barche sì prestazionali, ma sempre più attente a non «bruciare» troppo gasolio e, quindi, a inquinare. Nel caso del 46 Art c’è anche un’affidabilità notevole e una grande maneggevolezza: si guida, insomma, facilmente e nella massima sicurezza. L’autonomia è assicurata da un serbatoio carburante di 900 litri e da un serbatoio per l’acqua di 430 litri. Il prezzo al pubblico si aggira sul mezzo milione di euro, in linea con la concorrenza, ma senza dubbio molto competitivo considerando prestazioni, abitabilità, design ed equipaggiamenti. Come tradizione in casa Rio, realizzato un modello si pensa subito al successivo. C’è fermento per il lancio di un modello speciale che richiami le origini, seguendo la tendenza vintage del momento.
L’idea è quella di rendere omaggio al fondatore della società, Luigi Scarani, che sul lago d’Iseo, negli anni ’60, diede vita al cantiere Avionautica Rio, poi divenuto l’attuale Rio Yachts.

«È una delle tante iniziative a cui stiamo lavorando - spiega il figlio Piergiorgio, grande appassionato di design e che ne ha raccolto il testimone - ma questa coinvolge maggiormente direzione e maestranze. Considerando la nostra lunga storia, penso che pochi cantieri in Italia siano in grado di realizzare un “vintage” al nostro livello».

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