La Roma torna a volare Mancini segna e danza

Bene i giallorossi che battono facilmente il Lecce vicino alla serie B

Fabrizio Aspri

da Roma

È la Roma dei numeri, del buon calcio e delle tante speranze. Il sogno si chiama Champions. La realtà è un mix di sudore e normalità. Già, proprio quella normalità tanto cara a Spalletti. La sua squadra è bella, viva e a tratti entusiasmante. Una combriccola in grado di illuminare il futuro, aggiungendo un altro tassello al mosaico in costruzione. Sotto gli occhi di Totti, seduto in tribuna in attesa di strappare un pass per i Mondiali, l’undici giallorosso supera in scioltezza l’ostacolo Lecce e scavalca la Fiorentina aggrappandosi ad un quarto posto da far tremare i polsi. Il Lecce, reduce da due vittorie di fila e uscito tra sorrisi e applausi dal duello col Milan, non ha potuto fare molto contro lo strapotere della truppa capitolina.
Lo stesso Vucinic, bomber corteggiato dalla Roma in vista del prossimo calciomercato, stretto nella morsa Chivu-Mexes ha deluso le attese e ha perso quota tra assist e conclusioni da dimenticare. La padrona di casa, invece, caricata dal pubblico amico (lodevoli gli striscioni in memoria del piccolo Tommy) e spinta dalla verve del sempreverde Panucci, ha donato il solito festival del buon calcio. Il primo gioco di prestigio porta proprio la firma dell’ex terzino della Nazionale, evidentemente stimolato dall’esclusione di Lippi: il laterale vola sul fondo e pennella sul secondo palo una sfera sulla quale si avventa Cufrè, placcato da Cassetti. Saccani indica il dischetto e il cronometro segna il 20’ quando Mancini realizza il suo secondo penalty in questo torneo. La Roma gioca bene, si diverte e tre minuti più tardi raddoppia con un colpo di testa di Chivu, che in tuffo anticipa Giacomazzi e supera Sicignano. Il Lecce è stordito e Ledesma, faro del gioco salentino, si infortuna alla mezz’ora e corre anzitempo sotto la doccia.
La gara, però, non perde smalto e vitalità. E col passare dei minuti pone in vetrina le pur flebili velleità degli ospiti. È già passata la mezz’ora quando Pinardi ha la grande occasione per riaprire l’incontro. Fallo di Panucci su Vucinic e rigore per il Lecce. L’errore del numero otto, però, è imperdonabile. La ripresa è all’insegna della totale tranquillità. La Roma non ha fretta, pensa già al duello di Coppa Italia col Palermo e controlla risultato e operazioni. Al 6’ ci prova Vucinic, con un diagonale insidioso che termina fuori. Poca cosa. Perché, in realtà, la squadra ospite non riesce mai a rendersi pericolosa. E così, con la mente rivolta all’Europa che conta, la Roma svolge a dovere il compitino e al 28’ inanella la terza chicca di giornata, sempre con Mancini, che sfrutta al meglio un taglio di Tommasi (entrato al posto di Rosi).

Nel finale spazio al gol di Delvecchio, che fissa il risultato sul 3-1. Nel giorno in cui la Roma trova l’ottava vittoria casalinga nelle ultime nove gare, il Lecce versa lacrime amare: i successi di Messina ed Empoli, ormai, lo spingono verso la retrocessione.

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