Roma, presa nuova "madame furto": la nomade aspetta il nono figlio

Proprio come la famosa "madame furto", anche la 34enne bosniaca, con alle spalle 20 anni di furti, era spesso riuscita ad evitare il carcere grazie alle proprie gravidanze. Adesso si trova dietro le sbarre della casa circondariale di Rebibbia

Roma, presa nuova "madame furto": la nomade aspetta il nono figlio

È finalmente finita dietro le sbarre del carcere una cittadina straniera di nazionalità bosniaca nota per aver commesso numerosi borseggi, perpetrati in particolar modo ai danni dei turisti avvicinati mentre si trovavano a passeggiare per le strade di Roma. Ad essere catturata è una giovane di 34 anni con oltre 20 anni di furti alle spalle, e parecchi precedenti di polizia.

Secondo quanto riferito da "Italpress", la donna, conosciuta come "la nuova madame furto", era già stata sottoposta a diverse misure cautelari, spesso violate con assoluta noncuranza dalla stessa. Non solo. Proprio come la sua famosa connazionale (Vasvija Husic), balzata agli onori della cronaca per gli innumerevoli arresti collezionati e per le molte gravidanze (13) utilizzate senza esitazione a mo' di lascia passare per evitare la reclusione, anche la 34enne bosniaca non aveva esitato negli anni a ricorrere al medesimo modus operandi (nel suo caso, 8 gravidanze) per sfuggire all'arresto e farsi beffe della legge.

Tutto inutile in questo caso, dato che adesso la nomade dovrà scontare un lungo periodo di reclusione all'interno di una delle celle del carcere romano di Rebibbia: si parla di almeno 19 anni da scontare per tutti i reati commessi sino ad oggi.

Sono stati i carabinieri della stazione di Tor de Cenci insieme ai colleghi della Compagnia di Pomezia (Roma) ad occuparsi del fermo, dopo averla rintracciata all'interno della baraccopoli di Castel Romano, area da tempo occupata da famiglie nomadi e nota per la situazione di gravissimo degrado ambientale, con roghi continui e rifiuti pericolosi per la salute pubblica. Stando alle ultime informazioni rilasciate dagli inquirenti, al momento della cattura la donna, certa di evitare ancora una volta le manette, si trovava di nuovo in stato interessante, ma l'attesa del nono figlio non le ha risparmiato il carcere. Stavolta la pena è stata eseguita.

I carabinieri, infatti, hanno portato a compimento l'ordine di custodia cautelare emesso dalla procura della Repubblica di Roma, e provveduto ad eseguire il fermo della bosniaca, come disposto dal tribunale.

Raggiunta nel campo nomadi dove era solita riesiedere, la 34enne, che in passato era addirittura riuscita a rendersi irreperibile agli uomini delle forze dell'ordine, è stata ammanettata dai militari della

Stazione di Tor de Cenci e della Compagnia di Pomezia, e quindi condotta dietro le sbarre della casa circondariale di Rebibbia (Roma), all'interno della quale sconterà la condanna a 19 anni di reclusione.

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