Se dal cilindro di Knopfler escono solo grandi canzoni

Una storia anomala. Finivano gli anni ’70 e a Londra esplodeva la new wave, mentre il punk già mostrava precoci segni di invecchiamento. C’erano i Police. C’erano i Clash. I Pink Floyd progettavano di abbattere un muro. Negli stessi giorni, un ragazzo di origini scozzesi scriveva canzoni ben lontane da tutto quel clamore, caratterizzate da grandi melodie e tempi dilatati. Percorrendo la sua strada musicale, impermeabile alle mode della scena londinese, inventò i Dire Straits e conquistò milioni di fan. Parliamo di Mark Knopfler che stasera sarà in concerto all’Auditorium. In questi trent’anni ha pubblicato sei dischi con la band e altri sei da solista, oltre a una decina di colonne sonore e qualche live. L’album più recente si chiama Get lucky e certamente Knopfler farà ascoltare dal vivo qualche estratto dal disco. Ma i fan di vecchia data possono serenamente aspettarsi qualche godibile tuffo nel passato dei Dire Straits. Un paio d’anni fa il cantautore di Glasgow si esibì al Palalottomatica e sul finire del concerto tirò fuori dal cilindro qualche capolavoro della band, dall’imprescindibile Sultans of swing, a Romeo and Juliet, a Brothers in arms, agli straordinari 15 minuti di Telegraph road. Probabile che qualcosa di simile possa ripetersi, ma sarà altrettanto interessante ascoltare il meglio del repertorio solista di Knopfler: da Sailing to Philadelphia, incisa originariamente in duetto con James Taylor, a Why aye man, senza dimenticare la più recente Border reiver, tratta proprio da Get lucky. Un repertorio in continua evoluzione, ma pur sempre caratterizzato da quel timbro di voce e da quell'inconfondibile suono di chitarra, che rendono ogni sua produzione immediatamente riconoscibile.
Qualche curiosità per i fan: tutti i concerti del tour vengono registrati e alla fine dello spettacolo è possibile acquistare una penna USB, con mp3 del live in alta qualità. Un bel ricordo delle due ore di musica appena passate, sfornato a caldo. Per sapere cosa succede dietro le quinte, invece, vale la pena di fare un giro sul sito di Guy Fletcher, tastierista e storico collaboratore di Knopfler. Nella sezione «The diaries» troverete un dettagliato reportage su quello che succede in tour, dai trasferimenti, ai pranzi, ai problemi dei soundcheck, il tutto corredato da varie fotografie del cantante e della band.

Un sistema divertente e originale per conquistare l’attenzione degli appassionati e per svelare quanto sia complessa l’organizzazione di una tournée mondiale. Perché forse i Dire Straits non torneranno mai insieme, ma Knopfler da solo è perfettamente in grado di attirare folle da stadio.

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