
Sembra che, prima o poi, in ogni luogo scorrazzi un assassino che sconvolge la coscienza di un popolo. Noi abbiamo avuto il cosiddetto Mostro di Firenze, attivo nei dintorni del capoluogo toscano tra il 1968 e il 1985. L'Inghilterra, oltre al capostipite di tutti i serial killer, l'inafferrabile Jack lo Squartatore, vanta lo Squartatore dello Yorkshire che, a differenza degli altri due mostri, ha un volto e un nome ufficiali, un certo Peter Sutcliffe, macchiatosi dell'uccisione di 13 donne tra il 1975 e il 1980.
In tanti hanno provato a raccontare il senso di smarrimento di una regione. David Peace lo ha fatto magistralmente con una tetralogia ripubblicata in Italia in un unico volume dal titolo Red Riding Quartet (ilSaggiatore, 2017). La sua è una visione cupa, apocalittica, politicamente ipercritica di un tempo e un luogo sgomenti di fronte alla violenza di un mostro dal volto a lungo ignoto, nel contesto di una provincia in crisi valoriale ed economica. È il medesimo Yorkshire descritto nel bellissimo libro d'esordio La lista delle cose sospette (Bollati Boringhieri, pagg. 347, euro 19, traduzione di Clelia Venturelli) di Jennie Godfrey, romanzo di formazione e apologia dell'amicizia come valore assoluto.
Le dodicenni Miv e Sharon sono amiche per la pelle. A Miv viene in mente un'idea balzana: creare una lista di «cose sospette» riguardanti le persone adulte del loro tessuto sociale, per consegnare alla giustizia l'assassino che terrorizza il loro universo, lo Yorkshire. Sono gli anni del «thatcherismo», ma Jennie Godfrey è più interessata alle relazioni interpersonali che a un'analisi socioeconomica.
La piccola comunità post-industriale in cui la crisi economica ha scardinato quasi ogni certezza non è dissimile da tante altre cittadine della zona: alto tasso di disoccupazione, stabilimenti in stato di abbandono, diffidenza verso gli immigrati, soprattutto pachistani, paura irrazionale dell'ignoto, alcolismo diffuso. Nella loro ricerca impossibile, le due ragazzine scopriranno che viltà e nobiltà d'animo possono albergare una accanto all'altra nella quotidianità. Una storia appassionante, commovente.
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