The morning show, la terza stagione è lucida e spietata

Torna The Morning Show su Apple TV+: la terza stagione è il racconto lucido e spietato di un mondo che non sa più affrontare le conseguenze delle proprie azioni

The morning show, la terza stagione è lucida e spietata

Arriva il 13 settembre su Apple Tv+ la terza e attesissima stagione di The Morning Show, lo show che vede come protagoniste Jennifer Aniston e Reese Whiterspoon, nei panni di due giornaliste che, mentre cercano di tenere insieme i pezzi della loro carriera, sono anche davanti a una sorta di bivio morale che chiede loro di prendere una decisione. In effetti, a ben guardare, è sempre stata la moralità e la deontologia giornalistica al centro del ritratto di queste due donne ambiziose ma molto diverse.

La prima stagione di The Morning Show, che fotografava un momento storico per il movimento del MeToo, era incentrata sul bisogno di denunciare i soprusi, di portare a galla i comportamenti tossici e abusivi, anche se questo significava voltare le spalle a qualcuno considerato fino a quel momento importante. Inoltre, la prima stagione aggiungeva anche un ulteriore livello di lettura, riflettendo se fosse giusto o meno utilizzare proprio la lotta contro le molestie sessuali per fare carriera. Tutti elementi narrativi che, uniti al talento degli artisti in campo, aveva fatto della prima stagione di The Morning Show un piccolo capolavoro. Dopo una seconda stagione rallentata, che metteva al centro del racconto l'esplosione della pandemia, nel tentativo di restituire allo spettatore un'immagine nitida e veritiera di quello che era successo nel mondo, la serie creata da Jay Carson e Mimi Leder torna con una terza stagione spietata, che guarda all'attualità e non si tira indietro nel rappresentare un presente cupo e violento, che fa più paura di quello che si potrebbe vedere nei film.

Di cosa parla la terza stagione

La terza stagione di The Morning Show inizia quando la pandemia non è altro che un ricordo: è il 2022 e il lockdown così come il numero esorbitante di morti appaiono più come un incubo che come qualcosa che è accaduto davvero. Alex (Jennifer Aniston), che aveva raccontato il suo contagio in diretta, è riuscita a ottenere un programma tutto suo, grazie alla fedeltà del pubblico che non l'ha mai davvero abbandonata. Bradley (Reese Whiterspoon), invece, dirige il telegiornale serale e sembra dunque aver raggiunto il suo obiettivo di carriera. Intanto la rete televisiva sta affrontando un periodo delicato: Cory Ellison (Billy Crudrup) sta soppesando l'offerta di un magnate della tecnologia (interpretato dalla new entry Jon Hamm), che vorrebbe comprare la UBA. Questi sono i vertici principali intorno a cui si snoda la trama della terza stagione dello show targato Apple: tre protagonisti che sembrano aver raggiunto l'impensabile e che pensano di potersi finalmente riposare dalle loro battaglie, salvo scoprire che all'orizzonte li aspetta una guerra vera e propria.

Una serie che non teme le conseguenze

In un'epoca come quella attuale, in cui il tribunale sommario della rete è sempre pronto a sputare sentenze davanti al primo errore, la terza stagione di The Morning Show riflette sul bisogno delle conseguenze. Al giorno d'oggi è troppo facile puntare il dito, insultare qualcuno, mettere alla berlina la reputazione di qualcuno con la consapevolezza che il terreno di internet è una terra selvaggia e senza una regolamentazione, dove l'odio può viaggiare libero. Anche i molti scandali che sono scoppiati negli ultimi mesi - ad esempio quello delle agenzie pubblicitarie che si sono rivelate ambienti di lavoro tossici e abusivi - scoppiano come un incendio improvviso, ma poi vengono lasciate lì a morire del proprio stesso riverbero. The Morning Show, giunto alla sua terza stagione, rischiava di cadere nella stessa trappola: aveva portato in primo piano dei problemi, ma (anche a causa delle scelte obbligate della seconda stagione) rischiava di lasciarli nel dimenticatoio. Invece questo nuovo arco di episodi - che verranno rilasciati a cadenza settimanale - si concentra proprio sulle conseguenze. Ora che il marcio è stato portato a galla cos'è giusto fare? Lasciar morire una realtà piena di crepe o problemi, oppure cercare un modo effettivo e concreto per salvarla? Dopo la denuncia, ci si può dire soddisfatti o la vera sfida è quella di rimboccarsi le maniche e provare a cambiare davvero le cose? Questi sono gli interrogativi principali della terza stagione dello show, una stagione che però non si distacca mai davvero troppo dall'attualità e costringe gli Stati Uniti d'America a guardare in faccia i propri errori e quelle decisioni che hanno trasformato la prima potenza mondiale in un teatro di brutalità ed egoismo, dove l'indifferenza e la sete di potere si sono riversati soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione. The Morning Show non è e non è mai stato uno show politico, ma è indubbio che lo sguardo dei suoi autori sia attento e lucido: uno sguardo che non ha paura di portare sul piccolo schermo la realtà delle cose, senza addolcirle o rettificarle per necessità narrative.

Da questo punto di vista, dunque, questa terza stagione è forse la più riuscita e anche la più cruda di The Morning Show, quella che farà fare allo show un ulteriore salto di qualità e che potrebbe portarla ad avvicinarsi ancora di più a quel capolavoro irraggiungibile che è The Newsroom.

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