Startup italiane all'estero. Quanto il mondo ama le nostre "giovani menti"

Grazie al progetto "Il Futuro parte da qui" molte startup di giovani italiani sono state finanziate o prodotte a livello mondiale

Startup italiane all'estero. Quanto il mondo ama le nostre "giovani menti"

I giovani italiani, protagonisti nel mondo. Nel 2020 all' Expo Dubai, dove grazie al progetto “Il Futuro parte da qui”, promosso da SediciMedia APS in collaborazione con Fly University Project ETS; sono state presentate 20 nuove startup, in una settimana di incontri con delegazioni straniere e investitori. Poi al summit mondiale di New York dedicato all’Intelligenza artificiale, dove la delegazione italiana ha raccontato, tramite il portavoce Gioacchino Moscato ideatore di Giogia Srl. il percorso di valorizzazione e promozione del talento under 35; ed infine il prossimo anno a Tel Aviv per partecipare in qualità di "best practice italiana", nell'ambito della valorizzazione del talento.

Tre soli esempi per un grande successo, quello della valorizzazione dell'ingegno italiano nel mondo. Menti brillanti, quelle del nostro Paese, capaci di affascinare ma soprattutto di lasciare un segno sulla strada dell'innovazione globale. Un traguardo che non deve stupire per il talento e le capacità creative dei giovani italiani, ma per la possibilità di interfacciarli con i potenziali investitori, nazionali e internazionali, com il fine di poter realizzare le loro idee innovative. A riuscirci è stato il progetto Il Futuro parte da qui, arrivato alla seconda edizione. Insieme a Marta Ferrari, Presidente di Sedicimedia e ideatore del progetto "Il futuro parte da qui", Gioacchino Moscato, portavoce delle startup presenti a New York e ideatore di Giogia s.r.l. e l'Ing. Massimo Penzo, presidente di Fly University Project e responsabile del comitato scientifico del progetto, abbiamo cercato di approfondire l'argomento, e capire quanto le startup dei giovani italiani siano apprezzate all'estero, e quali sono i campi che rappresentano il futuro dell'innovazione.

Dottoressa Ferrari, da cosa nasce l'idea di questo progetto?

"'Il Futuro parte da qui' è un progetto promosso da SediciMedia, in collaborazione con Fly University Project, che vuole dare voce al talento dei nostri giovani e, soprattutto, farli tornare a sognare in grande. Questa pandemia ha tolto loro la speranza e la fiducia verso il futuro. Con questo bando, vogliamo quindi da un lato dare loro l’opportunità di emergere a livello internazionale in ambito intelligenza artificiale e, dall’altro, supportare le aziende, come GDF Group, che è nostro partner, sempre più spesso alla ricerca di giovani formati e pronti per ricoprire le nuove figure manageriali che la trasformazione tecnologica in atto richiede. Una parte importante del progetto viene riservata alla formazione di questi giovani che per essere competitivi devono avere tutte le caratteristiche che il mondo dell’impresa richiede".

Quanto talento c'è nei nostri giovani e quanto questo viene apprezzato all'estero rispetto l'Italia?

"Ci apprezzano moltissimo all'estero. I nostri giovani non solo hanno menti aperte e creative, ma soprattutto, hanno la grinta giusta per trasformare un’idea geniale in startup di successo. Per la nostra esperienza all'Expo Dubai a marzo e, più recentemente, al Cybertech di New York; abbiamo potuto constatare che le startup italiane hanno tutte le credenziali per emergere nei mercati internazionali perché rispondono in maniere concreta ai bisogni delle società moderne" .

Delle tante startup presentate quante hanno ottenuto un respiro internazionale?

"Con la prima edizione del bando 'Il futuro parte da qui' abbiamo selezionato venti progetti su 700. I ragazzi provenivano da tutta Italia e le Università coinvolte sono state nove. Il 60% di questi progetti sono in fase di finalizzazione o finanziamento, proprio perché è stato riconosciuto l’alto valore innovativo. Siamo molto soddisfatti di questo risultato perché il nostro vuole essere un vero e proprio accompagnamento dall’idea alla presentazione nei mercati internazionali".

A chi è destinata la nuova iscrizione e su cosa verte?

Il tema della seconda edizione del bando “Il futuro parte da qui “ è sempre l’intelligenza artificiale al servizio delle emergenze globali ma è stato declinato in tre ambiti: sostenibilità, cybersicurity e qualità della vita. Il bando sarà attivo fino al 15 dicembre e le 20 startup selezionate parteciperanno al Cybertech Global di Tel Aviv a gennaio 2023. Tutte le informazioni si possono trovare sul nostro sito".

La startup di Gioacchino Moscato

Ha presentato al summit di New York "Giogia", di cosa si tratta e da cosa è nata questa idea.

"Giogia è una startup innovativa appena costituita. Il progetto è nato per trovare una soluzione al problema della povertà educativa mondiale, che vede 120 milioni di bambini a cui ancora oggi, viene negato il diritto fondamentale dell'istruzione. Giogia è un'insegnate virtuale, capace di interagire attivamente con gli utenti, ed ottimizzare il loro percorso formativo. Stiamo concludendo lo sviluppo del primo prototipo, e procederemo con una fase di test e di validazione della tecnologia consistente. New York è stata un'esperienza magnifica per me, e ringrazio SediciMedia e Fly per avermi offerto questa grande opportunità. Il mio progetto ha colpito interlocutori internazionali, che sono interessati al mio prodotto o a possibili collaborazioni, per entrare nell'ecosistema che Giogia vuole creare".

A 24 anni, lavorare sulle intelligenze artificiali non è una cosa semplice. Lei è una perla rara o abbiamo molti talenti come lei nel nostro Paese?

"Il tema dell'intelligenza artificiale, sta spopolando nell'ultimo decennio. Ci sono molti talenti nel nostro Paese che la studiano, la applicano e realizzano progetti bellissimi! Nel mio caso specifico ho un background didattico che si distacca da questa disciplina, ma un approccio critico e analitico ha fatto sì che potessi avvicinarmi facilmente. Le nuove tecnologie, ad oggi, permettono più che mai di manifestare la creatività degli individui perché allargano gli orizzonti dell'immaginazione e dell'invenzione. Noi italiani siamo molto creativi, per questo riusciamo a trovare soluzioni innovative che sono in linea con il panorama competitivo mondiale".

Confrontandosi con altre realtà mondiali, cosa pensa manchi in Italia per valorizzare promuovere e portare avanti lo sviluppo delle startap o delle nuove tecnologie?

"A New York ero sicuramente tra i più giovani presenti all'evento del cybertech. Il livello tecnologico era altissimo, quasi sbalorditivo, ma caratterizzato prevalentemente da startup o aziende costituite da molti anni. Dal punto di vista dell'idea, nel suo significato più intrinseco, nessuna startup mi ha lasciato senza parole, ma sicuramente c'è un distacco significativo con la fase di sviluppo tecnologico, dove in un panorama internazionale si presentano con un passo avanti. L'Italia dovrebbe valutare seriamente la valorizzazione dei giovani, come risorsa economica del nostro Paese, supportando lo sviluppo di progetti innovativi, non solo fornendo investimenti, che comunque hanno una loro parte burocratica che può risultare complessa per i giovani, ma offrire risorse e opportunità di mentorship per lo sviluppo di un prototipo. Questa strategia permetterebbe ai giovani di presentarsi a livello internazionale con maggiore credibilità e professionalità. Inoltre, riprendendo il concetto di creatività, iniziative come 'Il futuro parte da qui', dovrebbero essere valorizzate al massimo, perchè mettono in gioco l'ingegno di giovani talenti italiani".

Il valore del talento dei giovani italiani

Ing. Penzo, quanto sono apprezzati nel mondo i nostri ragazzi e il loro talento?

"Il talento italiano è da sempre riconosciuto a livello internazionale. Le nostre idee, ma soprattutto le idee dei nostri giovani sono spesso disruptive (fulminanti) sui mercati internazionali, e innovative nella loro applicazione. Il mondo corre veloce e con esso l'innovazione e le nuove tecnologie. In molti casi, le nostre giovani menti riescono a valorizzare le proprie capacità in palconescici internazionali piuttosto che nel nostro Paese. Come Fly University Project, la nostra idea e il nostro lavoro è volto ad accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita al fine di formare i manager di domani con una forte connotazione internazionale ma con l'obiettivo di diventare un valore aggiunto per le nostre aziende e per la nostra economia".

Quali sono al momento i settori di innovazione globalmente più richiesti?

"L'intelligenza artificiale impatta su ogni ambito, ogni settore e ha forti influenze sulla nostra quotidianità. Il ritmo sostenuto dalla trasformazione digitale non conosce sosta ed è in continua crescita. Uno dei settori che attualmente vede una continua evoluzione innovativa è il settore della cybersecurity. Il possesso del dato, la sua elaborazione ma soprattutto la sua protezione costituiscono un vantaggio competitivo importante nei confronti dei concorrenti. Per questo motivo, come abbiamo anche constatato durante la missione al Cybertech New York, il settore della cybersecurity è sicuramente tra i più innovativi. Le nuove figure professionali, in particolare il 'Data Scientist', sarà sicuramente protagonista del futuro. Un altro ambito in continua evoluzione è l'RPA, ovvero l'automazione dei processi robotici che favorisce l'efficienza dei processi aziendali attraverso l'applicazione di elementi di Intelligenza artificiale, ma soprattutto di Machine Learning (metodo di analisi)".

In questo frangente il nostro paese che capacità di penetrazione ha?

"Attualmente, le nostre aziende hanno grandi difficoltà a competere sui mercati internazionali ma soprattutto a rimanere al passo con la trasformazione digitale in atto. Tuttavia, sono convinto che il nostro talento, che da sempre caratterizza il "Made in Italy", sarà in grado di trovare soluzioni efficaci per tornare a primeggiare sul panorama globale. A questo proposito, la nostra associazione promuove lo studio delle materie STEM (discipline scientifico-tecnologiche, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, e i relativi corsi di studio, ndr) perchè i futuri manager dovranno possedere capacità di analisi, implementazione e gestione di grandi quantità di dati. Lo studio dell'intelligenza artificiale e l'introduzione di quest'ultima all'interno dei processi aziendali ci vede ancora indietro rispetto ad altri paesi. Secondo i dati Istat, le tecnologie di intelligenza artificiale all'interno delle nostre aziende, è solo al 6% rispetto a una media europea dell'8%. Per migliorare, quindi, la nostra capacità di penetrazione dei mercati internazionali, partirei dal miglioramento di questo dato".

Le idee i progetti importanti hanno bisogno di strutture ben precise e di formazione, da cosa si parte per creare e stimolare la crescita e lo sviluppo di nuove idee?

"Si parte dai nostri giovani. Come detto, il nostro Paese è ricco di talento. Spesso, tuttavia, i nostri giovani non sono seguiti, accompagnati, formati. Per formare i nostri talenti e il manager di domani, bisogna innanzitutto offrire opportunità ai nostri giovani. "Il futuro parte da qui", per il quale ringrazio tutti i partner ed in particolare Sedicimedia, è sicuramente un progetto che permette ai nostri ragazzi di vivere un'esperienza formativa internazionale e di alto livello. Sono tre, secondo noi, gli elementi fondamentali da insegnare ai nostri giovani al fianco delle competenze tecniche e che cerchiamo di trasmettere attraverso la nostra Fly Academy. La multidisciplinarietà delle competenze che permette ai nostri talenti di avere una visione completa di tutti i processi aziendali.

Lo sviluppo delle soft skills (competenze basilari, o abilità fondamentali, ndr), che spesso sono trascurate nell'ambito universitario ma che riteniamo importanti in ogni ambito. Infine l'internazionalizzazione che arricchisce i nostri giovani di una visione globale e non limitata ai confini nazionali".

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