"Victor - La storia segreta del Dottor Frankenstein" è al cinema

Ennesimo adattamento, anche se non dei peggiori, di una storia universalmente nota. Un sontuoso guazzabuglio di generi nato per fini commerciali

"Victor - La storia segreta del Dottor Frankenstein" è al cinema

Sono trascorsi due secoli da quando Mary Shelley pubblicò il suo "Frankenstein" eppure il fascino di quel classico della letteratura ancora non si placa e conosce sempre nuovi adattamenti. Stavolta si tratta di un film di Paul McGuigan, "Victor - La storia segreta del Dottor Frankenstein", che racconta l’incontro fra il celebre scienziato e il collaboratore Igor. E' proprio il punto di vista di quest'ultimo che viene sposato dalla narrazione. Costata 40 milioni di dollari, la pellicola ne ha raccolti negli Stati Uniti meno di 6 milioni ed ha raggiunto i 34 in tutto il mondo. Il pubblico di riferimento, in sostanza quello dei teenager, pare quindi non avere gradito particolarmente il prodotto confezionatogli: un melodramma leggero infarcito di avventura, fantascienza e blando romanticismo che cede il passo in alcuni momenti alla commedia. Una specie di guazzabuglio pop che, in certe scene, rischia la deriva nel kitsch.

Londra, diciannovesimo secolo. Victor Frankenstein (James McAvoy), studente di medicina e scienziato visionario, si imbatte in quello che ritiene un genio grezzo: un freak costretto a esibirsi in un circo e a studiare anatomia di nascosto nelle ore di riposo. Lo libera dalla schiavitù, ne corregge le deformità e lo prende come suo assistente, dandogli il nome di Igor Strauman (Daniel Radcliffe). I due fanno esperimenti su come riportare in vita i tessuti morti. All'origine del progetto di ricerca non c'è solo l'intento nobile di aiutare l'umanità, ma anche un'ossessione derivante da un trauma infantile subito da Frankenstein. L'arroganza sempre più marcata con cui l'uomo si paragona a Dio nel corso della sperimentazione creerà dissapori con il suo devoto Igor, le cui motivazioni al lavoro sono invece sobrie. A creare ulteriori problemi, la presenza, nei dintorni, di un detective (Andrew Scott), fervente cattolico e deciso a bloccare gli studi sull'immortalità.

Fa sorridere che a pochi minuti dall'inizio la gobba di Igor sia già scomparsa, asportata in maniera macchiettistica, per restituire l'attore Daniel Radcliffe alle fan al meglio della forma. Ad ogni modo la storia di amicizia tra un benefattore isterico e il suo coscienzioso debitore è godibile, così come lo scontro tra scienza e fede che fa capolino qua e là. La messa in scena è fastosa, ora baroccheggiante ora con venature più gotiche ma sempre fantasiosa. Tra le novità, l'origine freudiana dell'irrequietezza di Frankenstein: imputata non alla sua megalomania ma a una vicenda personale lontana nel tempo. Igor, dal canto suo, è protagonista di una sottotrama romantica un po' superflua. Quando compaiono i personaggi secondari, appena abbozzati, le dinamiche si fanno superficiali e si assiste a un impoverimento dei dialoghi.

Come spesso succede, il tentativo di rinnovare un classico, in questo caso cambiando la prospettiva del racconto, si traduce in un impoverimento dello stesso.

"Victor: La storia segreta del Dottor Frankenstein" scorre e si lascia guardare ma il dubbio che di questa ennesima operazione commerciale mascherata da pellicola in costume si potesse tranquillamente fare a meno rimane più che legittimo.

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