Allegri: "Mi preparo per giugno"

L'ex tecnico bianconero, in un'intervista rilasciata ad ESPN FC, svela le carte per il suo futuro

Allegri: "Mi preparo per giugno"

"Tornerò a giugno". Così si è espresso Massimiliano Allegri in un'intervista rilasciata alla statunitense ESPN FC. L'ex tecnico bianconero si godrà ancora un bel po' di meritato riposo prima di tornare alla carica di qualche prestigiosa panchina nel 2020.

Nell'ambiente circolano già varie pretendenti ma Allegri vuole ponderare le sue decisioni ed evitare decisioni affrettate."Il prossimo sarà un anno importante - ha dichiarato - Importante per la scelta che finirò per fare e per la quale dovrò farmi trovare pronto. Dopo cinque stagioni alla Juve ed un anno fuori non voglio rientrare nel calcio e fare male, andrei fuori di testa".

Nel frattempo, il tecnico livornese non se ne sta certo con le mani in mano ed ha cominciato un corso di lingua inglese, magari per farsi trovare pronto se qualche "big" straniera busserà alla sua porta. "Sto prendendo lezioni di inglese a Milano - confessa - Riesco a parlarlo abbastanza bene mentre l'ascolto è un pò più difficile. Se il mio interlocutore parla un pò più lentamente lo capisco. Guardo film in inglese e se leggo qualcosa lo capisco bene".

Il suo nome è stato accostato a diverse panchine: Bayern Monaco, Manchester United e, ultima nell'ordine, quella dell'Arsenal, ma il 52enne tecnico toscano non si sbilancia e vuole prendersi ancora del tempo per sè dopo i cinque anni trascorsi sulla panchina della Juventus. "Non so se si possa chiamare o meno anno sabbatico - ha raccontato - ma Giovanni Branchini ed io siamo arrivati subito a questa decisione: una volta finito il rapporto con la Juve la scelta è stata di rimanere un anno fuori".

Del resto, a parte i tre mesi intercorsi fra l'esonero al Milan e la chiamata dei bianconeri nell'estate 2014, Allegri non è rimasto mai fermo. "Ho iniziato la carriera da calciatore a 18 anni e alleno da 16, mi sono fermato dopo 34 anni - sottolinea - Sono contento di questo, ho la possibilità di riflettere, parlare con la gente, coltivare passioni come andare a teatro, alle mostre, leggere libri". Ma non solo.

In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, invece, Allegri si è concentrato sul calcio attuale dove "ci sono due cose sopra le altre: la prima è che i giocatori africani stanno spostando il calcio sul lato fisico. La seconda è che sto rivedendo un grande ritorno del contropiede. Abbiamo seguito per vent'anni Guardiola equivocando: Guardiola raccontava solo la sua eccezione, non era un calcio per tutti". Il Milan di Sacchi era "verticale, esattamente di contropiede, che non è facile da farsi ma quando riesce è un grande spettacolo" e pure Klopp "fa un gioco verticale, scatta continuamente, cerca spazio non di lato ma alle spalle dell'avversario".

Massimiliano Allegri guarda il mondo del pallone anche da un'altra prospettiva: non soltanto quella del prato verde ma ciò che ruota alla formazione della persone che fanno parte del movimento calcio. " Dobbiamo aprire al futuro, preparare continuamente la nuova classe dirigente. Diamo Coverciano in mano alle grandi menti del calcio: faccio due nomi, Lippi e Capello, hanno fatto tutto nella loro carriera e sono ancora giovani.

Se non avremo buoni dirigenti non avremo nemmeno buoni allenatori".

La chiosa finale è sul Commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini: "Ora parla di calcio con tutti, gioca semplice. E' un maestro, mentre il nostro è un mondo di professori".

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