E sulle plusvalenze Elkann gioca in difesa

"CR7 operazione importante". E rilancia la battaglia di Agnelli sulla Super Lega

E sulle plusvalenze Elkann gioca in difesa

Sabato ha assistito di persona alla sconfitta casalinga della Juventus contro l'Atalanta. E ieri, prima dell'Investor Day di Exor - la holding di famiglia di cui è presidente e che è proprietaria del 63,77% della società John Elkann ha detto la sua sul momento che sta attraversando la società bianconera. Senza esporsi troppo, come suo costume. Ma comunque posizionandosi al fianco del cugino Andrea Agnelli, presidente più che mai nella bufera: «Sulle indagini in corso la società ha già comunicato: collabora con gli inquirenti e confida di far luce. Io sono fiducioso nell'operato della magistratura italiana. Sapete che la Juventus ha un nuovo cda, un nuovo amministratore e un nuovo allenatore che, con il presidente e il vice presidente, stanno affrontando i momenti di difficoltà». Sul campo e soprattutto fuori, con l'indagine legata alle plusvalenze che prosegue e che ieri ha visto interrogato per un paio d'ore dalla Procura Paolo Morganti, Head of Football Operations della società. E prima della partita di Salerno Pavel Nedved ha ribadito: «Non è vero che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba».

Si annunciano tempi duri, inevitabilmente. E pur se da parte sua non è mai giunta con chiarezza la conferma di Andrea Agnelli alla guida della società, la risposta indiretta è parsa andare verso quella direzione: «Nell'affrontare le difficoltà ci si rafforza, ma io sono convinto che il futuro della Juve sarà altrettanto importante come il passato. È una grande società e ci sono tutte le intenzioni perché rimanga tale». Con Arrivabene che avrà un ruolo sempre più centrale, ma forse senza altri scossoni. Almeno nel brevissimo periodo. «Se rifarei l'operazione Ronaldo? È stata un'operazione importante, credo non ci sia altro da aggiungere. Poi conosciamo tutti il contesto che il calcio e la Juve hanno vissuto: questo ha inciso parecchio». Tradotto: non ha reso per quello che speravamo, ma la pandemia ha impattato in maniera clamorosa rendendola sostanzialmente insostenibile.

In futuro, comunque evolverà l'attuale situazione, sarà proprio la sostenibilità il primo aspetto da cui partire: «La storia della Juve è più che centenaria, nello sport è importante guardare la competitività: si tratta di conciliare i parametri sportivi e quelli economici.

Le domande cui dare una risposta sono peraltro diverse, visto che il calcio è l'unico sport professionistico in cui regolatore e gestore sono un soggetto unico». Affermazione che si ricollega alle recenti battaglie portate avanti da Andrea Agnelli nei confronti dell'Uefa.

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