Jacobs, la strada è giusta. Gli azzurri dipendono da lui

Marcell soddisfatto di aver ritrovato il feeling. Partenza a parte, nel finale ha convinto. Ora i mondiali di staffetta

Jacobs, la strada è giusta. Gli azzurri dipendono da lui
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Guardando il campione del motociclismo Bagnaia battere Marquez a casa sua, dopo i dolori della Sprint, ci siamo detti che anche Marcello Jacobs dovrà vivere così fino a Parigi che ora vede in una cartolina più illuminata anche senza aver corso nel tempo che sognava in Florida.

Ce lo teniamo così, bello come nella seconda parte della corsa in quel rettilineo rovesciato per avere il vento a favore, ci piace come è arrivato sul traguardo in 10 e 11 mostrando artigli nuovi, belli come nei giorni di Tokyo.

Felici per lui, naturalmente felicissimi per quello che sta facendo Yeman Crippa che adesso ha tutti i record italiani della fatica, dai 3000 alla maratona, dopo la sua bella corsa su strada nei 10 chilometri in Germania, sperando che gli resti la rabbia per la fatica olimpica sulla gara del mito. Siamo persino contenti per come il ragazzo d'oro Furlani ha imparato sulla brutta pedana di salto in lungo della Diamond League in Cina, una misura modesta, ma una lezione importante.

Ma torniamo al nostro bomber, il velocista che ci ha stregato alle Olimpiadi di Tokyo, il sarto magico per la staffetta che adesso deve tenere insieme per lanciare Tortu sul traguardo mondiale nelle Bahamas nel prossimo fine settimana. Ieri a Miami il gruppo del maestro Di Mulo ha ritrovato la sua ancora della felicità. Un Jacobs felice di aver ritrovato la salute in pista dopo la cura con Rana Reider, autocritico il giusto per quella partenza non buona, per un allenamento agonistico che gli mancava.

Adesso lasciamolo in pace, chiedendogli artigli giusti nelle Bahamas, aspettando che cominci davvero la sua stagione fra Roma nella Special Sprint e poi ad Ostrava.

Ne ha passate tante, sa cosa gli aveva rubato la troppa popolarità, ha riscoperto il piacere della fatica, l'umiltà che serve anche quando sei attaccato a macchine avveniristiche che ti raccontano tutto. Lo vogliamo bello e cattivo sulla pista olimpica di Parigi, sicuri che non ci deluderà.

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