Con l'Uruguay ecco cosa potrebbe cambiare Prandelli

Solo poche ore dalla disfatta con la Costa Rica e Italia costretta a guardare avanti. Ecco cosa potrebbe cambiare in campo nel match contro l'Uruguay.

Prandelli e i dubbi pre-Uruguay
Prandelli e i dubbi pre-Uruguay

In questo Mondiale sembrava che la nostra Nazionale riuscisse a passare il primo turno in scioltezza, vista la sontuosa prestazione sfoderata contro l'Inghilterra. Tutti, dai commentatori ai tifosi, si erano convinti che stavolta non si sarebbe arrivati all'ultima partita del girone con l'acqua alla gola e con il serio rischio di tornare a casa dopo sole tre partite, come accaduto in Sudafrica (dove effettivamente uscimmo nella fase a gironi) o, per fare qualche altro esempio tra i tanti casi, nel mondiale sudcoreano (dove passammo come seconda del girone, ma solo al fischio finale del terzo match, quello contro il Messico) o in quello americano del 94', quando arrivammo in finale, dopo esserci qualificati addirittura solo come peggior terza.

Ed invece la sconfitta patita venerdì ha rinverdito la tradizione che vuole la nostra compagine steccare la seconda uscita in un torneo importante per ritrovarsi così a doversi guadagnare la qualificazione negli ultimi 90 minuti. Stavolta la partita della verità non sarà, come l'ultimo Mondiale, con l'abbordabile Slovacchia (che comunque, come tutti ricorderanno, ci inflisse un 3 a 2 storico come è destinato a divenitlo l'1 a 0 dei Centroamericani) ma con il ben più temibile Uruguay. Per passare ci basta anche un pareggio ma di fronte avremo una formazione che può contare su due top-player assoluti quali Cavani e Suarez e giocherà alla morte perché per passare il turno ha a disposizione solo la vittoria. Inoltre potrebbe non essere della partita De Rossi, il quale ha un fastidio al polpaccio e potrebbe dover saltare la decisiva sfida con la "Celeste".

Ora la domanda che addetti ai lavori e tifosi si pongono è relativa ai cambiamenti necessari nell'undici che si giocherà tutto contro l'Uruguay, vista la pessima prestazione offerta contro i molto meno blasonati Centroamericani, i quali però, va ricordato, hanno battuto anche gli uomini di Tabarez e quindi, probabilmente, così inferiori non sono. Secondo le voci raccolte nella "pancia" dello stadio di Recife, Prandelli sarebbe indeciso se lasciare immutata la disposizione tattica della squadra e quindi presentare un 4-1-4-1 contro l'Uruguay, con Thiago Motta nella posizione di De Rossi o se passare ad un 4-3-3, così come fatto negli scialbi secondi 45 minuti contro gli uomini di Pinto. Tuttavia il problema di fondo non è se cambiare o meno la disposizione in campo dei giocatori e Prandelli ne è ben conscio, avendo esternato nel post-partita la sua delusione per l'apporto praticamente nullo che i tre subentrati nella ripresa, ovvero Cassano, Insigne e Cerci hanno dato alla squadra.

Una possibile alternativa in avanti potrebbe essere Immobile, quest'anno miglior goleador della massima serie, che non è sceso in campo venerdì.

Il problema è che Prandelli lo considera un "doppione" di Balo: il nostro ct avrà la forza di fare una scelta radicale e lanciare l'ex granata al posto di Supermario, che con la Costa Rica ha sbagliato due occasioni quando ancora si era in parità?

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