La nuova Inter di Antonio Conte

L'Inter di Antonio Conte sta prendendo forma nelle idee e negli uomini. Al netto del calciomercato, i dogmi e la filosofia di gioco saranno sempre gli stessi.

La nuova Inter di Antonio Conte

Il calciomercato è iniziato e ha già portato Diego Godin, Stefano Sensi e Valentino Lazaro a Milano, sponda nerazzurra. Questa estate in ritiro ci sarà Antonio Conte, la sua Inter sta prendendo forma nelle idee e negli uomini. Ne arriverà anche l’applicazione in campo, con la stessa passione sanguigna che lo ha contraddistinto da Bari a Torino, da Coverciano a Londra e che ora è pronto a vivere a tinte nerazzurre.

Dogmi e filosofia

Antonio Conte ha il riconosciuto marchio di fabbrica di allenatore di squadre tenaci e mai dome, sempre a mille all'ora a prescindere da risultati e avversari. Un'altra caratteristica impronta dell'allenatore salentino è la difesa a 3, che vedrà con ogni probabilità nel nuovo arrivato Godin, in Skriniar e in De Vrij gli interpreti titolari. A centrocampo ritrova Kwadwo Asamoah, reduce da una buona stagione ma non al livello di quelle bianconere ma che potrà trovare nuova linfa dal condottiero di mille battaglie, e se l’età lo potrà limitare nel fare l’esterno a tutto campo, qualche sporadico ritorno alle origini da interno di centrocampo non è un’ipotesi di impiego da scartare. Se dovesse essere impressionato da Sensi non è da escludere che lo lanci subito: Conte è così, non guarda in faccia nessuno: sei bravo? Giochi. Ma non rinuncia all’equilibrio: un centrocampista con le caratteristiche di Vecino è essenziale nel centrocampo di una squadra di Antonio Conte. Sull’out di destra Valentino Lazaro ha gamba e doti tecniche, ma dovrà dimostrare prima di tutto maggior affidabilità di Danilo D’Ambrosio per togliergli il posto. Mentre nel reparto offensivo, se Lautaro Martinez somiglia molto al suo tipo di seconda punta ideale, quella dinamica e dal vizio del gol, la questione riguardo il centravanti è quella più complessa, che catalizza gli interessi e le incertezze dei tifosi nerazzurri.

Questione amletica

Tre i centravanti: Mauro Icardi, possibile partente, Romelu Lukaku ed Edin Dzeko (i possibili sostituti). Se condividono il ruolo e l’eccentricità in zona gol, vi sono differenze che contraddistinguono l’uno dall’altro che costringerebbero Antonio Conte a far giocare in maniera differente la propria Inter.

Con Mauro Icardi, infatti, si ha a disposizione un vero e proprio bomber di razza, che solo quest’anno è sceso sotto i 20 gol stagionali, condizionato dai motivi extra campo di cui si è parlato a non finire. Un giocatore in grado di essere letale con pochissime opportunità a partita, che però per esaltarsi necessita di un contesto di gioco rodato, in modo da poter essere il terminale perfetto di un sistema collaudato e funzionante.

Con Romelu Lukaku, invece, si avrebbe a disposizione un attaccante molto forte fisicamente, ma dall’istinto del gol meno fine di quello dell’argentino. Non che il belga non sappia metterla dentro, ma sono numerose anche le opportunità che sciupa. Bravo a far salire la squadra, sarebbe il centravanti boa che Conte ha avuto in Matri, Llorente, Pellè e Giroud.

Con Edin Dzeko, un’altra storia ancora. Abituato a fare reparto da solo, il centravanti bosniaco è un “nove e mezzo”, perché al senso del gol abbina grande tecnica e qualità in fase di costruzione e rifinitura. L’unico dubbio è riguardante l’età e il fisiologico declino che essa prima o poi impone, sia a livello fisico che prestazionale. Ma le qualità dell’attaccante della Roma sono sotto gli occhi di tutti.

Un’Inter con il coltello

tra i denti, a immagine e somiglianza del proprio mister. Il nuovo corso targato Antonio Conte sta prendendo forma e, al netto del mercato, si sta preparando per tornare a fare la voce grossa tra le grandi della Serie A.

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