Pelé, sospesa la chemio "Non lascerà più l'ospedale"

Così un'amica: "O tornerà a casa solo per morire...". Da ieri al campione praticate cure per non soffrire

Pelé, sospesa la chemio "Non lascerà più l'ospedale"

San Paolo. «Pelé non uscirà più dall'ospedale e, se accadrà sarà, solo per andare a morire a casa sua». Chi dà in esclusiva a Il Giornale la notizia più triste che potesse arrivare proprio durante questo Mondiale è un'amica della famiglia, chiedendo in cambio l'anonimato. Marcia Aoki, la moglie di O Rei, come tutti nel mondo chiamano il più grande campione di calcio di tutti i tempi, lo aveva accompagnato lo scorso 29 novembre all'ospedale Albert Einstein di San Paolo. Obiettivo valutare la cura del tumore al colon individuato nel settembre 2021. All'epoca Pelé aveva rimosso parte dell'intestino. Purtroppo, dai controlli medici di martedì scorso è risultato che non solo Pelé non risponde più alla chemioterapia ma che ha metastasi nell'intestino, nel polmone e nel fegato.

Secondo il quotidiano Folha de São Paulo la chemioterapia è stata sospesa e l'ex giocatore sta ricevendo da una settimana misure di "conforto palliativo", cure che ricevono i pazienti con malattie la cui ultima evoluzione, non più evitabile, è la morte. L'obiettivo dei medici insomma è alleviare al massimo il dolore e la mancanza di respiro di Pelé, visto che il ricovero martedì scorso era stato registrato ufficialmente per «un'infezione alle vie respiratorie» che sta curando invece con antibiotici.

A differenza del clan Maradona, la gestione di queste difficili ore da parte della famiglia è fatta con la massima discrezione. Tre giorni fa Kely Nascimento, una delle sette tra figlie e figli di Pelé, aveva provato a rassicurare i tifosi sulla salute del papà. «I media stanno di nuovo impazzendo e voglio venire qui a chiarire un po' le cose», aveva scritto sul suo Instagram, ringraziando per l'affetto i brasiliani. «Mio padre è ricoverato in ospedale, ricalibrando le medicine. Nessuna sorpresa o emergenza».

Il sogno della famiglia è ovviamente riportare O Rei nella sua casa con vista magnifica sulla spiaggia di Pernambuco, a Guarujá, sul litorale di San Paolo. Da oltre un anno Pelé non lasciava più da solo la sua splendida villa con piscina che si affaccia sul mare, in un quartiere di grandi palazzi di milionari, hotel e terme. Quando lo ha fatto è stato solo per fare controlli medici, sempre accompagnato dalla moglie Aoki, di 25 anni più giovane di lui e che lo assiste amorevolmente come un'infermiera.

Secondo l'ultimo bollettino medico dell'ospedale Albert Einstein, la risposta alle cure di Pelé «è stata adeguata, e il paziente, che rimane in una sala comune, è stabile, con un generale miglioramento delle sue condizioni di salute».

Ieri Kely ha pubblicato su Instagram una foto con le sue sei sorelle e fratelli, compreso l'ex portiere del Santos Edinho, chiarendo che «in momenti come questo riconosco con gratitudine che questo mio mondo sarebbe intollerabile, insopportabile, senza queste persone». Parole d'amore nei loro confronti ma anche l'ammissione della gravità dello stato di salute del papà.

Gravità che era chiara a tutti i brasiliani già dall'altroieri, quando Galvão Bueno, storico commentatore sportivo della TV Globo, aveva fatto un accorato appello a tutti i telespettatori di pregare per Pelé durante la diretta del match della Seleção contro il Camerun. Ieri si è aggiunto anche l'appello del campione della Francia Mbappé, che sul suo Twitter ha chiesto a tutti di pregare per O Rei mentre la tifoseria del suo Santos inizia oggi una «orazione collettiva».

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