Il tassista: "Schettino mi chiese solo dove comprare dei calzini"

Subito dopo la lunga notte del naufragio, il comandante Francesco Schettino chiese solo un paio di calzini e un caffé con molto zucchero. Il tassista: "Sembrava un cane bastonato"

Il tassista: "Schettino mi chiese solo dove comprare dei calzini"

Un paio di calzini e un caffè con tanto zucchero. Subito dopo la lunga notte del naufragio, sono queste le prime richieste del comandante Francesco Schettino una volta rilasciato dalla Capitaneria di porto. Dopo l'interrogatorio è stato accompagnato in taxi in hotel, a soli 5-600 metri dalla banchina, per evitare l'assalto dei cronisti.

Il tassista, Ottavio, racconta che il capitano non ha parlato durante il tragitto. Al conducente chiese solo dove potesse comprare un paio di calzini: "La notte del disastro", racconta, "non c’era nessun taxi in servizio. Io fui chiamato la mattina verso le 11 e mezza dalla Capitaneria di Porto. Mi dissero che dovevo portare il comandante fino all’hotel. Era come un cane bastonato, aveva freddo ed era impaurito".

Arrivato all’Hotel Bahamas, Schettino ha solo chiesto di poter andare in bagno a cambiarsi i pantaloni e un caffé con molto zucchero. "Aveva una busta di plastica e un computer in mano. Nient’altro", ricorda il titolare dell’hotel.

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