Telecom congela i tagli: al via la trattativa

La partita dei 3.700 licenziamenti. Dopo la mediazione del ministro Sacconi, la società telefonica ha accettato di aprire un tavolo con i sindacati. L'ipotesi è quella di avere più ammortizzatori per i prepensionamenti. Bernabè: "Il 30 luglio la decisione definitiva"

Giornata di incontri per Telecom Italia sul fronte caldo dell’occupazione. Sindacato e governo hanno fatto quadrato per scongiurare 3.700 licenziamenti che sono però solo la prima tranche di quelli recentemente annunciati dalla società nel piano triennale 2010-2012, che prevede 6.800 esuberi. Già lo scorso anno la società, tra prepensionamenti e uscite agevolate, era riuscita a sfoltire la forza lavoro di 5.700 dipendenti. Alla fine dell’estenuante giornata di incontri tra l’ad Franco Bernabè, i rappresentanti dei sindacati e il governo, rappresentato dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi, Telecom ha ritirato le procedure di licenziamento già avviate. «Ora - ha detto Bernabè - parte il negoziato che si dovrà concludere entro 15 giorni. Poi ci sarà un momento di verifica il 30 luglio. Sono ottimista: verranno realizzati gli accordi che auspichiamo. Si tratta comunque di un passo avanti che credo sia soddisfacente per tutte le parti. Inoltre il ministro si è impegnato a verificare gli strumenti per attenuare l’impatto sociale del piano». Bernabè ha riconosciuto il merito e il ruolo svolto dal governo.
Telecom a dire il vero non ha studiato una strategia particolare per evitare gli strali dei sindacati. Anzi, ha fatto partire le lettere di licenziamento proprio nel giorno dello sciopero Telecom, ossia venerdì scorso. Di certo, però, anche i sindacati non hanno fatto molto per attutire l’attrito tra le parti. Infatti, da quando i licenziamenti sono stati annunciati, un paio di mesi fa, non hanno mai accettato di sedersi a un tavolo per trattare con la società. Alla fine c’è riuscito il governo, ma solo a lettere partite. «Abbiamo raggiunto un’intesa di metodo. Telecom ha acconsentito a ritirare la procedura di mobilità. Ora verificheremo gli strumenti di protezione del reddito utili ad accompagnare i lavoratori eventualmente riconosciuti in esubero al pensionamento nei termini di legge», ha detto il ministro Sacconi al termine della riunione. In poche parole pare che il governo metterà sul tavolo le risorse per trasformare almeno parte dei licenziamenti in prepensionamenti.
Non c’è dubbio comunque che la partita che gioca sul fronte degli esuberi sia molto delicata per gli equilibri di Telecom. Infatti non è certo da ieri che l’azienda cerca di far sempre leva sui livelli occupazionali. Già l’altro ieri Domenico Murrone responsabile tlc dell’Aduc, associazione dei consumatori, aveva adombrato in una nota che dietro a quell’annuncio ci fosse altro. «L’idea di Telecom è quella di sfruttare i licenziamenti per far pendere a suo favore le trattative tra Governo, Agcom e altri gestori sulla rete di nuova generazione, in fibra ottica». In ballo c’è anche la questione dell’aumento delle tariffe di unbundling che dovrebbe essere decisa dall’Agcom per la fine del mese di luglio.
Bernabè comunque è ottimista. «L’azienda è in fase di recupero grazie ai sacrifici fatti da tutti - ha detto ieri nel corso della riunione con sindacati e governo - azionisti e dirigenti hanno fatto grandi sforzi. Inoltre i dirigenti sono diminuiti del 35%». Al tavolo delle trattative c’era anche il viceministro Paolo Romani che ha delega per le tlc e che sta portando avanti anche la trattativa per la realizzazione della rete di nuova generazione.

«Porteremo avanti contemporaneamente due tavoli - ha detto Romani - uno sugli esuberi e un altro sulla strategia degli investimenti nel settore delle telecomunicazioni».
Soddisfatti i sindacati: «Abbiamo sanato una falsa partenza ma se il tavolo non porterà risultati siamo pronti a una nuova mobilitazione».

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