Certi curriculum possono davvero cambiare la vita.
Due giorni fa, come tutti, siamo rimasti scioccati dall'attentato al primo ministro slovacco. Ma ieri siamo invece rimasti sorpresi dalle biografie - comparse sulla maggior parte dei giornali italiani, di solito bene disinformati - sia della persona che ha sparato, Juraj Cintula, sia dell'uomo che è rimasto gravemente ferito, Robert Fico.
Il profilo dell'attentatore che emerge è quello di un uomo qualunque, pensionato - «Ah, anche poeta? Però...» -, pacifista, europeista, cittadino al di sopra di ogni sospetto, attivista, uno che addirittura «vota a sinistra», insomma «un uomo educato e calmo». Avete presente quelli che massacrano la famiglia, e i vicini di casa dichiarano ai cronisti che «Era uno che salutava sempre»? Ecco.
Il premier della Slovacchia, rimasto gravemente ferito, è raccontato invece come un autocrate, amico di Putin, complottista, populista, xenofobo, antieuropeista, accusato di collusioni con la 'ndrangheta, uno che ha messo nel mirino magistrati, giornali e Ong, liberticida e «addirittura No Vax».
Arrivati in fondo a certi articoli veniva voglia anche a noi di dare la caccia a questo Fico.
Ma non facciamoci prendere da inutili faziosità.
Speriamo solo che Robert Fico si riprenda presto. E che qualche partito della Sinistra faccia ancora in tempo a candidare Juraj Cintula alle prossime Europee.
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