Quello che non sapete sul cacao (e l'ambiente)

Le piantagioni di cacao creano un ecosistema favorevole all'uomo e alle foreste grazie alla presenza di uccelli e pipistrelli che evitano l'uso dei pesticidi: ecco la scoperta

Quello che non sapete sul cacao (e l'ambiente)

Oltre al benessere fisico con il miglioramento dell'umore e il gusto, unico, il cacao ha un ruolo fondamentale anche per l'ecocosistema e l'ambiente.

La scoperta

Infatti, oltre al cioccolato consumato e utilizzato in ogni angolo del pianeta, alcuni ricercatori dell'Università di Göttingen, in Germania, hanno scoperto numerosi vantaggi che spaziano a 360 gradi dalle piante coltivate agli animali, dalle foreste ai contadini. Infatti, il cacao che in Perù viene crescere all'ombra degli alberi, garantirebbe una protezione maggiore della foresta tropicale favorendo la presenza di uccelli e pipistrelli, fondamentali per l'ecosistema perché si cibano di insetti patogeni, spesso e volentieri dannosi per l'uomo. Come si legge su Repubblica, questa ricerca è stata condotta in 12 fattorie nell'angolo nord-occidentale del Perù dove è stata osservata una più alta ricchezza e abbondanza di popolazioni di uccelli.

L'importanza del cacao

Un'altra prova a favore dei ricercatori è stata l'aumento degli uccelli insettivori nella stagione secca rispetto a piovosa come a dimostrare come le coltivazioni fornissero un importante supporto alimentare in periodi di siccità. Insomma, tre indizi fanno una prova: gli alberi del cacao fanno la differenza in maniera diretta nella catena dell'ecosistema: più ce ne sono, meglio è. I pipistrelli ci proteggono, ad esempio, dai parassiti del cacao il cui habitat naturale è formato da fasce tropicali calde e umide con temperature comprese tra 18 e i 32 °C.

Non è un caso che piantagioni ed alberi crescano bene nella fascia equatoriale lungo tutta la fascia africana che comprende Stati come Nigeria, Cameroon, Costa d'Avorio, Ghana per arrivare in Indonesia, dove sono presenti in grandi quantità. Il cacao, poi, è refrattario alla luce del sole: è per questo motivo che viene "protetto" da alberi come banani, limoni, alberi da legno, con una chioma molto folta che impedisce ai raggi di penetrare se non in una quantità minima che non crea danno al cacao.

Gli effetti sul raccolto

La coltivazione si sta diffondendo sempre di più nelle zone d'ombra tropicali, dove ha avuto origine, con una stima di mille piante ogni ettaro e mezzo che riescono a produrre fino a 450 kg di fave all'anno. Ma i vantaggi non sono finiti: come si legge su Repubblica, uno studio internazionale ha dimostrato che nelle piantagioni di Sulawesi, in Indonesia, il pestidicida biologico emesso dalle piantagioni riesce a salvare fino al 31% del raccolto che si traduce in un guadagno netto di 520 dollari ogni ettaro. Ecco le varie sfaccetture che il cacao produce per l'ecosistemam fornendo un valido aiuto alla foresta vera e propria perché riesce a proteggere la fauna.

Saranno, però, necessari almeno cinque anni affinché, appena piantata, l'albero la pianta cominci a dare frutti. Da quel momento, per almeno 30 anni si potranno avere i gustosi frutti.

I tempi così lunghi e dilatati nel tempo consentono di vedere questa attività da un altro punto di vista, ossia come un'alternativa ecologica (oltre che economica) in grado di ricreare la foresta e con un potenziale di sostituzione dell'allevamento di bestiame e della coltivazione di soia che, invece, hanno un effetto diametralmente opposto.

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