Unicredit, Profumo sfiduciato. Lascia Lega: "Ora stop a scalata della Libia"

Il consiglio straordinario ha deliberato di dare mandato al presidente Dieter Rampl di offrire all'ad la risoluzione consensuale del rapporto. Deleghe a Rampl. Poi l'annuncio dato dalla moglie: "Si è dimesso". Buonuscita da 40 milioni di euro, due milioni in beneficenza. L'ad aveva lasciato la sede di piazza Cordusio alle 15,30 senza parlare con i cronisti. Vertici febbrili tra i consiglieri per il successore. Il sindaco di Verona Tosi: "Bloccare l'avanzata dei libici"

Unicredit, Profumo sfiduciato. Lascia 
Lega: "Ora stop a scalata della Libia"

Milano - Il consiglio di Unicredit ha deliberato all'unanimità col solo voto contrario della consigliera Reichlin di dare mandato al presidente Dieter Rampl di offrire ad Alessandro Profumo la risoluzione consensuale del rapporto a precise condizioni con le dimissioni contestuali entro la mezzanotte. Se non le accetterà il Cda ha già deliberato la revoca delle deleghe attribuendole al presidente e risolvendo il rapporto con l'a.d. La decisione è stata presa in serata dopo un lungo braccio di ferro nel corso del consiglio d'amministrazione straordinario della banca. Alessandro Profumo, è stato alcune ore nello studio legale Bonelli Erede Pappalardo a Milano per valutare le condizioni della sua uscita.

Le dimissioni Poi l'annuncio della dimissioni. Profumo "si è dimesso" dalla carica di amministratore delegato di Unicredit, ha detto la moglie Sabina Ratti lasciando lo studio Eredi Bonelli Pappalardo. "C'é stata una richiesta del consiglio di amministrazione e si è dimesso. Ha firmato, ha rassegnato le dimissioni", ha spiegato. "Siamo serenissimi" anche se siamo stati sottoposti a "un notevole stress". Così Sabina Ratti, descrive l'epilogo dell'esperienza del marito alla guida di Unicredit. "Comunque - ha aggiunto la Ratti lasciando lo studio legale Erede Bonelli Pappalardo - non è la fine del mondo. Non c'é mica solo Unicredit". "Non fatemi dire altro", ha aggiunto. L'ex amministratore delegato di Unicredit è tornato nella sede della banca in Piazza Cordusio. Il banchiere, a bordo di un'utilitaria, sedeva accanto al guidatore, parlando al telefono. Sul volto i segni della stanchezza al termine di una lunga giornata.

Buonuscita da 40 milioni, 2 milioni in beneficenza All'ex amministratore delegato di Unicredit, che ha firmato la risoluzione consensuale con l'istituto di credito, andrà una buonuscita di circa 40 milioni di euro. Il banchiere percepiva uno stipendio di oltre 4 milioni di euro l'anno. Una parte della buonuscita sarà devoluto in beneficienza. "Ci tengo a dirvi che una parte della buonuscita sarà data in beneficenza a don Virgino Colmegna", ha detto ai cronisti la moglie del banchiere, indicando in "due milioni" la cifra destinata alla Casa della Carità. Sull'ammontare totale della buonuscita la Ratti si è limitata a dire che corrisponde a quello già circolata.

La strada ormai era segnata, Alessandro Profumo lascia la guida di Unicredit, l’ad aveva inviato una lettera ai consiglieri, prima della riunione del Cda convocata per le 18. Notizia che la bamca non aveva confermato. La decisione del numero uno di piazza Cordusio, che ha lasciato la sede dell’istituto, sarebbe stata assunta dopo aver verificato l’inesistenza di spazi per restare al vertice dell’istituto. E soprattutto preferendo non andare alla conta in consiglio, rischiando di spaccarlo. Ora si guarda al dopo: sarebbe già pronta una ristrettissima rosa di nomi per il possibile successore. Ma la scelta in questo senso non dovrebbe venire assunta già oggi. Anche se una pronta soluzione sarebbe un segnale importante per il mercato.

Il Cda straordinario Una 'impasse' non prevedibile, fino a poche ore fa visto l'accordo di massima raggiunto dagli avvocati sulla buonuscita di Profumo e l'intenzione del banchiere di dare l'addio. Tra l'altro sembrava ci fosse un comune 'malumore' tra i grandi azionisti schierati con il presidente, Dieter Rampl. La giornata dell'a.d., da 15 anni nel gruppo, è iniziata presto come al solito. Un ingresso rapido in banca scivolando da un'entrata diversa da quella principale per 'bruciare' l'assalto dei cronisti. Poi è iniziato il giorno più lungo per l'ex McKinsey boy che ha lasciato anzitempo la sede (intorno alle 15) senza prendere parte al board. Un consiglio tuttavia affollato con la presenza (fino ad ora era apparso solo in videoconferenza) tra gli altri anche di Farhat Omar Bengdara, vice presidente dell'istituto ma soprattutto Governatore della Central Bank of Lybia che ha una quota del 4,98% dell'istituto. Il cda che è in corso da oltre tre ore è presumibile che vada per le lunghe. E' diffuso infatti il timore di un salto nel buio che destabilizzi l'istituto soprattutto in mancanza di un nome condiviso come successore. A dare voce a queste perplessità è stata in giornata anche Salvatore Ligresti: "Sono favorevole alla stabilità", ha detto il numero uno di Fondiaria Sai, azionista di peso e consigliere di Unicredit. I rapporti già tesi tra Profumo e i soci, e in particolare con le Fondazioni, sono precipitati negli ultimi giorni. A dare una spallata laffairé Tripoli e, in particolare, la gestione del rafforzamento della Lia nell'azionariato con i libici che hanno rastrellato in piena estate il 2,59%. Una mossa che ha sorpreso non poco lo stesso Rampl, completamente all'oscuro e che ha inasprito di fatto il dialogo con Profumo.

La successione A prendere il posto di Profumo alla guida di Unicredit dovrà essere una personalità di profilo "altissimo e internazionale". Così sottolineano più fonti vicine ai principali azionisti della banca. Per sostituire Profumo occorre un candidato forte, in grado di guidare un grande gruppo internazionale e che oltre agli azionisti sia gradito al mercato. Una scelta delicata e importante per la reputazione del gruppo all’estero. A quanto risulta l’incarico di individuare il successore in tempi stretti sarà affidato al presidente Rampl, insieme alle deleghe ad interim di Profumo. Secondo fonti finanziarie ben informate sarebbe già pronta una short list di 4 o 5 nomi. E "nessuno" di questi comparirebbe tra la sarabanda di quelli possibili pubblicati dai giornali, che vanno dall’ad e dg di Bnl Fabio Gallia (ex ad di Banca di Roma) all’ex ad di Capitalia Matteo Arpe, dal presidente di Rotschild Italia Giampiero Auletta Armenise (ex ad di Ubi Banca) all’ex Goldman Sachs Claudio Costamagna, dall’attuale ad di Zurich Vita e già numero uno di Ras ed Eurizon Mario Greco al presidente di Allianz Italia Enrico Cucchiani (che già è nel cda Unicredit), dall’ad di Mediobanca Alberto Nagel ad Andrea Orcel di Merrill Lynch.

La Lega esulta "Quella di Profumo e del suo successore è una scelta che spetta al Cda e ai soci. Dopodichè, io auspico soprattutto che adesso gli organismi di controllo, Bankitalia, Consob, fermino la scalata libica a Unicredit". Così il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, commenta le dimissioni dell'ad. "In questa vicenda - ha ricordato Tosi - io sono intervenuto come sindaco che rappresenta un territorio nel quale questa banca, Unicredit, ha molti interessi. A prescindere dal ruolo di Profumo, io ho manifestato la preoccupazione riguardo alla possibilità che l’istituto, per il legame che ha con il nostro territorio, potesse passare sotto il controllo libico". Il Comune di Verona esprime diversi consiglieri in Cariverona, la cui Fondazione detiene il 4,98% di Unicredit.

Il titolo giù in Borsa Quello che si prospetta come l’ultimo giorno sul ponte di comando

dell’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo non ha certo giovato al titolo di Piazza Cordusio, che ha segnato un calo del 2,11% a 1,89 euro, dopo aver toccato un minimo in avvio a 1,86 euro, pari a circa il -4%.

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