Il dettaglio nella foto di Benedetto XVI: cosa porta al polso (e perché)

Joseph Ratzinger non rinuncia ad indossare un orologio. È un accessorio utile per soccorrerlo in caso di caduta o malore improvviso

Il dettaglio nella foto di Benedetto XVI: cosa porta al polso (e perché)

Lo scorso mercoledì Benedetto XVI ha ricevuto l'arcivescovo greco-cattolico di Kiev, Sviatoslav Shevchuk nel monastero Mater Ecclesiae, luogo in cui si è ritirato dopo la rinuncia di quasi dieci anni fa. Nelle fotografie dell'incontro, diffuse dall'arcivescovado maggiore, non è sfuggito a molti un particolare: il vistoso orologio indossato dal Papa emerito.

Joseph Ratzinger è sempre stato un abitué degli orologi: in una delle sue prime uscite da Pontefice nell'aprile del 2005, recandosi nel suo vecchio appartamento a Borgo Pio, l'attenzione dei collezionisti si concentrò sul Junghans in titanio con quadrante a pannello solare che sfoggiava al polso. Nel quartiere romano in cui ha vissuto da cardinale per quasi 24 anni, Ratzinger era solito recarsi in una storica bottega di un orologiaio. Persino il giorno dopo l'elezione, in questo negozio fu portato l'orologio del nuovo Papa per cambiare il cinturino nero con quello bianco.

Da Papa emerito non ha rinunciato a questo strumento e ne fa sfoggio anche in buona parte delle foto che lo ritraggono in questi anni ricevere ospiti tra i Giardini Vaticani e il Mater Ecclesiae. Ma l'orologio visto nell'udienza con Shevchuk dovrebbe nascondere un segreto: si tratterebbe, infatti, di un dispositivo di telesoccorso in grado di velocizzare le operazioni di aiuto in caso di malore o di caduta. Un accessorio molto utile per un novantacinquenne come Ratzinger.

Il Papa emerito vive nel monastero immerso nel verde pontificio che il suo amato predecessore, Giovanni Paolo II, volle destinare alle suore visitandine. Ratzinger era solito celebrarvi la Messa o i vespri per le religiose: quando apprese della scadenza del periodo ad uso della congegazione, Benedetto XVI scelse questo luogo per ritirarsi dopo la rinuncia allo scopo di "continuare a mio modo il servizio della preghiera al quale Giovanni Paolo II aveva destinato questa casa".

Nel monastero, l'anziano Papa emerito è

assistito amorevolmente dalla famiglia pontificia: il suo segretario particolare, monsignor Georg Gänswein, le quattro memores Domini Carmela, Loredana, Cristina e Rossella e la segretaria tedesca suor Brigit.

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