
Caro Feltri, ormai da una decina di giorni, da quando il Papa è in ospedale, ogni mattina viene emesso un bollettino medico, come da prassi. Ma quello che mi stupisce è l'accanimento giornalistico di tutte le reti TV che fanno tre reportage al giorno, mattina, pomeriggio e sera per non aggiungere altro al bollettino dei medici. E giù discorsi e chiacchiere a non finire con i visi contriti e l'aria da fessi per non dire nulla. Lo stesso dicasi dei giornali, che escono con due/tre pagine sull'argomento, anche qui per non dire nulla di più. Mi chiedo, ma è proprio necessario tutto questo? Va bene tutto, ma una volta si diceva: «Morto un papa, se ne fa un altro». Con tutto il rispetto per il papa Francesco, che spiritoso com'è, ha detto di aver già riservato un posto in paradiso! Cordiali saluti.
Gerardo Paoletti
Milano
Caro Gerardo,
pure io ho notato una sorta di morbosità generale nel riportare le notizie relative alla salute del Pontefice. Sappiamo che la comunità dei fedeli è in ansia per la sua salute e siamo tutti consapevoli dell'importanza e del peso universali rivestiti da Francesco, punto di riferimento per i cristiani di tutto il mondo, ma noi giornalisti dovremmo contenere la nostra tendenza ad essere ammorbanti e ripetitivi, diciamo pure compulsivi, in special modo sulle questioni che attengono la salute. Penso ai bollettini quotidiani sui morti e i ricoverati da Covid 19, utili e di sicuro interesse ma anche terribilmente angoscianti. Ora è il turno del Papa. Ogni dì se ne legge di ogni sulle sue condizioni. Si afferma tutto e l'opposto di tutto, se ne discute all'interno di qualsiasi salotto televisivo, vengono avviate dirette davanti all'ospedale romano in cui Bergoglio è ricoverato, il quale Bergoglio, per informarsi circa la propria salute, non necessita nemmeno di rivolgersi al personale sanitario, gli basta accendere la tv per apprendere persino i parametri della pressione, i risultati delle analisi del sangue, il numero di battiti cardiaci al minuto e il livello di saturazione. Lasciamolo respirare. Lasciamolo in santissima pace. Lasciamolo guarire senza stargli con il fiato sul collo. I cronisti talvolta sembrano avvoltoi e corvi, appena fiutano la possibilità che ci sia il morto, eccoli fissare le tende, sembra che siano lì a gufarti o in attesa di avventarsi sulla notizia della dipartita.
Non ho compreso poi per quale ragione sia necessario fornire aggiornamenti ogni due ore, come se le cose potessero cambiare da un momento all'altro. Il Papa ha la polmonite, con alcune complicazioni, è un uomo anziano, gli ci vorrà tempo per superarla e tornare in forma, se non perfetta, quantomeno discreta. Ci sono passato e posso testimoniarlo. Francesco, per di più, ha santi in paradiso. Senz'altro è ben voluto ai piani alti, io non so se posso vantare simili sostegni, sebbene la provvidenza mi abbia sempre assistito nel corso della mia esistenza.
Hai ragione, tutti sono sostituibili, morto un papa se ne fa un altro. Nulla di più vero. È un po' la logica crudele del «chiodo schiaccia chiodo». Tuttavia credo che Bergoglio, per la sua simpatia, per il suo umorismo proverbiale, sia un Papa non perfetto, poiché nessuno lo è, ma pure tanto amato dalla gente. Perderlo ci dispiacerebbe. Persino a me che mi ritengo ateo.
Non sposo la filosofia grillina dell'«uno vale uno» (e dunque uno vale l'altro), la quale non contiene un principio democratico bensì la negazione della libertà, del merito, del valore individuale, di quella unicità di taluni che non può essere in alcun modo rimpiazzata.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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