"La lezione di Francesco al mondo: non avere paura di mostrarsi deboli"

Il cardinale Angelo Bagnasco: "Il Santo Padre non è solo. Serve speranza, ma in Occidente ormai latita spesso"

"La lezione di Francesco al mondo: non avere paura di mostrarsi deboli"
00:00 00:00

Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, il Papa è ricoverato al Gemelli ormai da quindici giorni. Si prega per lui in tutto il mondo: la preghiera può fare miracoli?

«È fondamentale sempre per la vita del cristiano perché significa incontrare Dio nell'intimità del proprio cuore. Tutto il mondo si stringe attorno al Papa in questo momento di particolare delicatezza: più che qualunque altra discussione inutile o tematiche assolutamente fuori luogo, è necessario raccogliersi in preghiera, sia personale sia comunitaria».

Forse non è opportuno in questo momento fare speculazioni e pensare già al prossimo conclave...

«Assolutamente no, sono tutti discorsi inutili che ci distolgono da quello che è il punto centrale: l'abbraccio affettuoso e riconoscente al Santo Padre per il suo ministero che ci auguriamo tutti, con l'aiuto di Dio, possa continuare».

Un Papa che non ha paura di mostrare la sua debolezza...

«Anche questa è una lezione per il mondo: lo aveva fatto San Giovanni Paolo II, lo fa papa Francesco. Entrambi non hanno temuto di mostrarsi nella loro debolezza fisica, che è una debolezza tipicamente umana. Anche con questo messaggio, molto umile e sofferente, la Chiesa intera ne è vivificata».

La preoccupa questo ricovero?

«Preoccupazione ce n'è, è logico: quando una famiglia vede il proprio padre che è in difficoltà fisica si stringe ancora di più a lui. E questo perché il Papa, sentendo l'affetto di tutti, possa avere anche lui la capacità di reagire meglio possibile umanamente».

Nonostante il ricovero, Francesco continua a fare appelli per la pace.

«È vero, direi che la sofferenza del Papa avvalora ulteriormente il suo continuo richiamo alla pace per le guerre che ben conosciamo in tutto il mondo. Direi che il suo momento di sofferenza dà ulteriore sostanza alla preghiera per la pace».

L'assistente spirituale del personale del Policlinico Gemelli, riguardo alla salute del Papa ha detto: «È il momento della speranza, contro ogni speranza». Cosa voleva dire?

«Parlando di salute o altre sofferenze le ragioni della speranza a volte rimangono deboli. Per ogni cristiano il fondamento di ogni speranza è Cristo, si può quindi sperare contro ogni speranza umana. Si può sperare perché lo sguardo è più alto, come in queste serate di preghiera in Piazza San Pietro per la salute del Papa, dove sono certo che lo sguardo degli occhi e del cuore si elevi sempre di più verso l'alto».

A proposito di speranza lei ha scritto il libro «Cristo speranza di ogni uomo», per Edizioni Ares. Oggi ci si può ancora aggrappare alla speranza?

«A me pare che in Occidente, in particolare, viene a mancare sempre di più la speranza. Ci sono tante piccole speranze molto umane e molto mondane. Tutte possono essere legittime, per carità, però sono tutte molto fragili, perché sono legate alle forze dell'uomo».

Non sono sufficienti?

«Il cristiano sente di avere bisogno di una speranza ulteriore: per questo ho voluto pubblicare questi miei pensieri come strumento in questo anno giubilare, per alimentare la vita spirituale di cui tutti abbiamo bisogno in questo Occidente stanco e triste».

È importante quindi la meditazione quotidiana come invita a fare anche Papa Francesco?

«La vita spirituale come la vita fisica richiede un alimento quotidiano, questo può essere l'Eucarestia. Ma anche la Parola di Dio e qualche altra piccola considerazione. Quindi mi sembra molto importante la continuità, tutti i giorni, perché l'anima cresca e la bellezza della nostra fede cresca in noi, perché sia maggiormente avvertita e vissuta».

Vuole fare un augurio al Pontefice?

«Al Santo Padre confermo la realtà che non è solo. Sentire l'affetto e la preghiera di tutti è una grande cosa per una persona che vive un momento di difficoltà fisica».

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica