Via ai saldi dal 2 gennaio Spesa media di 400 euro Adoc: "Boom di vendite"

I negozi di Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo saranno i primi a scoprire le vetrine "vestite a saldo". Ogni famiglia quest’anno spenderà poco più di 400 euro. I commercianti: "Unificare le date"

Via ai saldi dal 2 gennaio 
Spesa media di 400 euro 
Adoc: "Boom di vendite"

Milano - I negozi di Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo saranno i primi a scoprire il 2 gennaio le vetrine "vestite a saldo". Il 3 gennaio tocca a quelli di Trieste, il 5 Torino e Genova, fino al 10 del mese quando per ultimi anche i commercianti di Aosta inizieranno i loro saldi invernali. Da un sondaggio Format-Confcommercio risulta che l’87,2% dei commercianti è favorevole ad una data unica di inizio dei saldi.

Le pese in famiglia Ogni famiglia quest’anno spenderà poco più di 400 euro. Il totale di spesa è di 6,1 miliardi di euro, e va ad incidere per il 21% sul fatturato del settore. Se ci sono forti consensi per un inizio unificato dei saldi in tutta Italia non risulta lo stesso sul tema liberalizzazione: dal sondaggio emerge che il 70% degli imprenditori del commercio non si dice d’accordo. In particolare per il 55,2% dei commercianti non porterebbe ad un aumento dei consumi e quindi a maggiori vendite. Per il presidente di Federmoda/Confcommercio, Renato Borghi, è arrivato il momento di mettersi intorno ad un tavolo e cominciare a ridisegnare le regole per le vendite straordinarie: i saldi non devono essere di "inizio stagione" ma di "fine stagione". Garantire le più ampie possibilità di acquisti a prezzi favorevoli per i consumatori è una priorità che può essere garantita dall’eliminazione di ogni vincolo sulle vendite promozionali.

Boom di vendite Dopo il flop di Natale, con la spesa per i regali in calo del 7% rispetto al 2008, la ripresa dei consumi si concretizza con i saldi che, per la prima volta dall’introduzione dell’euro nel 2001, segnano un trend positivo, con una crescita della spesa pari al 9%. Per l’Adoc un’inversione di tendenza che fa ben sperare per il superamento della crisi nel 2010. "Per la prima volta dal 2001 ad oggi i saldi invernali registrano, secondo le nostre stime, un incremento medio delle vendite del 4,2% - dichiara il presidente Carlo Pileri - con un aumento della spesa pari al 9% rispetto allo scorso anno, per un totale di 130 euro a famiglia. In crescita soprattutto l’abbigliamento di alta qualità, in rialzo del 10%, e le calzature, che segnano un +15%, male l’abbigliamento sportivo (-2%) e quello di bassa qualità (-6%). Quest’ultimo paga la concorrenza di outlet e centri commerciali, capaci di offrire tutto l’anno vendite a stock a prezzi contenuti.

Dopo la contrazione subita dai regali di Natale, la cui spesa ha registrato un calo complessivo del 7% rispetto al 2008, i saldi rappresentano un’inversione di tendenza e un’iniezione di fiducia per il rilancio dei consumi".

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