Ecco come i ristoranti ci convincono a spendere di più: i 3 trucchi più usati

La sommelier Clara Di Bonaventura, fondatrice e insegnante presso Wine Salad, svela alcuni trucchi della ristorazione

Ecco come i ristoranti ci convincono a spendere di più: i 3 trucchi più usati
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L'estate si avvicina e le strutture ricettive si preparano ad accogliere turisti e clienti in arrivo da ogni dove; come ogni anno, però, è importante essere al corrente di prezzi ed eventuali soluzioni messe in atto da locali e ristoranti per cercare di spingere gli avventori a spendere quel tanto di più. Una corretta informazione, infatti, può aiutare ad essere maggiormente consapevoli della propria spesa.

Potrebbe essere d'aiuto, allora, ascoltare cosa dice la sommelier Clara Di Bonaventura, esperta di ristorazione che da tempo fornisce ottimi consigli sui propri canali social.

Con un seguito di oltre 30mila follower, la fondatrice e insegnante di Wine Salad, scuola incentrata sul vino, ha fornito un breve vademecum in cui sono elencati tre trucchi che, secondo la sommelier, i ristoranti possono mettere in atto per portare le persone a spendere un po' di più. Con questi tre trucchetti, infatti, i locali possono effettivamente far salire il conto sullo scontrino.

I trucchi, spiega Clara Di Bonaventura, riguardano tutti il menù.

  1. Il simbolo dell'euro. Ed ecco dunque il primo trucco, che consiste nell'evitare di mettere il simbolo dell'euro vicino al prezzo della pietanza. In questo modo, secondo la sommelier, il consumatore viene svincolato dalla percezione della spesa che dovrà affrontare, concentrandosi maggiormente sulla pietanza offerta. Insomma, il nostro occhio di clienti si soffermerà di più sulla lista di piatti proposti, fantasticherà su ciò che si desidera di più mangiare, e il costo effettivo di quello che vogliamo ordinare passerà in secondo piano. Uno stratagemma molto semplice, ma abbastanza efficace. "Il simbolo dell'euro sembra faccia focalizzare il consumatore più sul prezzo del piatto che sul valore della preparazione", spiega infatti Clara Di Bonaventura nel breve video messo a disposizione dei suoi follower.
  2. La descrizione dei piatti. Il secondo trucchetto, invece, riguarda la descrizione dei piatti offerti in menù. La descrizione deve essere curata, dettagliata, accattivante. Deve, in sostanza, attirare l'attenzione del consumatore, che sarà portato a scegliere quella determinata pietanza. "Fai una descrizione succulenta dei piatti", sottolinea la sommelier, in questo modo il cliente "si immedesima e viene invogliato a mangiare per esempio 'la pasta fatta a mano come quella della nonna, con ripieno di gambero crudo freschissimo'. Studi scientifici dimostrano che vendi fino al 27% in più con questo accorgimento". "In questo modo si aumenta la vendita del piatto: anziché dire 'pasta ripiena', si potrà dire 'pasta ripiena fatta a mano alla maniera della nonna con una farcia freschissima di gamberi'. Una volta assaggiato un piatto così, non vorrai più che finisca", aggiunge.
  3. La tecnica dell'ancora. Infine, come terzo trucco, la sommelier parla di quella che è stata definita come "tecnica dell'ancora". In questo caso, però, parliamo principalmente dei vini, il suo campo. Secondo Clara Di Bonaventura non è corretto mettere come prima voce del menù la bottiglia più economica di cui dispone il ristorante. Le bottiglie di vino, spiega la sommelier, vanno messe in "ordine di prezzo decrescente, perché la mente di chi legge si 'ancora' sul primo prezzo e si stabilizza su un prezzo elevato, facendo sembrare gli altri molto economici anche quando non lo sono".

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