Ecco i sei "comandamenti" di Spalletti per gli Europei

Alla vigilia dell'amichevole di martedì con la Turchia, il ct azzurro si sta concentrando su sei principi base, di facile comprensione, per consentire all'Italia di ripetere la cavalcata trionfale di Roberto Mancini

Ecco i sei "comandamenti" di Spalletti per gli Europei

Ora che il conto alla rovescia verso il debutto all’Europeo contro l’Albania inizia a farsi pressante, si inizia a capire il vero lavoro che Luciano Spalletti sta conducendo a Coverciano per fare arrivare gli Azzurri al meglio a questo appuntamento. A quanto riferiscono gli inviati che seguono l’Italia, il tecnico di Certaldo ha deciso di ridurre al minimo le complicazioni tattiche, concentrandosi al massimo per far passare poche regole, estremamente precise, nelle teste dei 29 pre-convocati riuniti al centro tecnico federale. Nello specifico si tratterebbe di sei “comandamenti” da applicare al meglio nel corso della partita per riuscire a ripetere l’impresa della Spagna e confermarsi campioni d’Europa a Berlino.

L’importanza dei dettagli

Il compito di un commissario tecnico non è mai semplice, visto che si ha a disposizione poco tempo per far passare la propria visione di gioco, spesso lavorando con giocatori che vengono da filosofie calcistiche diverse, magari incompatibili. Oltre all’approccio psicologico, che fece la differenza per l’Italia di Mancini, il tecnico toscano sembra intenzionato a fornire dei principi di facile applicazione, senza scendere troppo nei dettagli. Inutile riempire la testa dei giocatori di tattiche complicate, che magari si rivelano inadatte alla formazione avversaria: meglio concentrare l’attenzione su alcuni principi chiave, per poi lasciare spazio all’iniziativa dei singoli.

Spalletti Coverciano 4 2023

Un approccio allo stesso tempo realista e volto a stemperare il nervosismo che esiste sempre alla vigilia di un appuntamento importante ma che rivela anche le ragioni che hanno spinto Spalletti a scegliere i giocatori che ha chiamato a Coverciano. Prima di dover decidere i 23 giocatori che saliranno sull’aereo per la Germania, il ct azzurro avrà a disposizione l’amichevole di martedì 4 giugno al Dall’Ara contro la Turchia ma, forse, ha già le idee più chiare su come schierare in campo l’Italia. Sicuramente l’infortunio di Scalvini è una tegola poco gradita ma vedremo se il difensore dell’Atalanta sarà in grado di recuperare in tempo prima della partenza.

Ecco i sei “comandamenti”

Da quanto si capisce dalle frasi scritte sulle lavagne in campo a Coverciano, i principi chiave dell’Italia di Spalletti sono sei, tanto semplici da enunciare quanto complicati da applicare in maniera costante in partita. Il primo comandamento non è certo una novità, visto che una delle caratteristiche chiave degli Azzurri di Mancini era, in effetti, la pressione continua, la capacità di rendere difficile la circolazione palla degli avversari, applicata senza soluzione di continuità. La speranza è che, in questo modo, gli avversari scelgano magari il passaggio più facile, evitando quelle soluzioni che potrebbero creare più grattacapi alla difesa dell’Italia. Il secondo comandamento è altrettanto semplice: mantenere quanto più a lungo possibile il controllo del gioco, così da riuscire ad indirizzare al meglio la partita. Questo si dovrebbe tradurre in un fraseggio a centrocampo preciso, rapido, così da costringere gli avversari ad aprire spazi per gli inserimenti delle ali o dei giocatori di movimento.

Spalletti Coverciano 2 2023

Il terzo comandamento, invece, ha bisogno di un minimo più di spiegazioni: quello che Spalletti intende con la parola "legati" è la necessità di mantenere sempre gli equilibri di reparto, restando compatti in ogni fase della partita. L’idea di base non è certo nuova nel calcio ma non è semplice riuscire sempre a rimanere vicini ai compagni di reparto, mantenere le distanze senza rompere l’equilibrio tattico di base di una formazione. Il corollario a questo comandamento arriva subito dopo: ogni volta che si perda il pallone, serve riaggredire in maniera feroce, senza lasciare tempo agli avversari di ragionare. Neanche le squadre di Guardiola del tiki-taka riescono a mantenere per lunghi tratti il possesso del pallone ma la differenza si può fare anche raddoppiando in maniera sistematica subito dopo aver perso la palla, costringendo il portatore a scaricare su un compagno. Più facile a dirsi che a farsi, specialmente contro squadre tecniche.

Spalletti Coverciano 3 2023

Alle volte, però, aggredire in maniera scriteriata apre il fianco ai lampi di genio dei giocatori più tecnici, cosa che spesso e volentieri causa grossi problemi. Secondo Spalletti, il modo migliore di evitare guai è la cosiddetta ricomposizione, ovvero sapere esattamente cosa fare e come muoversi per ritrovare la compattezza. Ogni giocatore deve sapere come “tornare a casa”, ovvero riprendere al più presto le posizioni, tornare quanto prima possibile dietro la linea d’attesa e capire come reagire alle mosse dell’avversario.

L’ultimo “comandamento” è più generico ma sembra necessario per chiudere il cerchio: ordine, studio e preparazione sembrano principi vaghi ma, nel dialetto spallettiano, si traducono nell’idea di riorganizzarsi al più presto, verificare che tutto sia a posto per poi tornare al primo punto e pressare in maniera ossessiva. Basteranno questi sei principi per consentire all’Italia di ripetere la cavalcata trionfale di tre anni fa? Inizieremo a capirlo domani contro la Turchia.

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